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Pozzuoli, lo spettacolare abbattimento del torrino Sofer: una coreografia di distruttiva precisione

Nella mattina di oggi 23 ottobre, è stato abbattuto il tanto discusso serbatoio dell’ex stabilimento Sofer, trasformando per sempre lo skyline della zona.

L’abbattimento guidato del vecchio torrino Sofer è stato un evento mozzafiato che ha coinvolto un processo altamente coreografico, meticolosamente orchestrato per garantire la massima sicurezza e un impatto visivo indimenticabile.

La fase di abbattimento è iniziata con un conto alla rovescia, che ha creato un’atmosfera di anticipazione e tensione nell’aria. Ogni secondo ha portato il vecchio torrino un passo più vicino al suo destino finale.

Poi, una sirena ha squillato attraverso il sito di demolizione. Questa sirena non era solo un segnale, ma un elemento chiave della coreografia. La sirena ha emesso sei suoni di durata media, poi un suono lungo alcuni secondi e per finire un suono brevissimo, creando un ritmo costante e altamente sincronizzato.

Poi è arrivato il momento culminante. Con un forte boato che ha squassato l’aria, la detonazione è avvenuta. L’esplosione ha rilasciato una quantità straordinaria di energia, generando un’impressionante ondata d’urto che ha scosso il terreno circostante.

In seguito all’esplosione, il vecchio torrino in cemento ha iniziato a cedere. Il silos, che una volta si ergeva fiero nel cielo, ha cominciato a inclinarsi in modo sorprendentemente controllato. Questa inclinazione è stata il risultato di un preciso calcolo delle microcariche esplosive e dell’orientamento delle strutture, garantendo che il crollo avvenisse in una direzione predeterminata, minimizzando il rischio per le strutture circostanti e il pubblico.

Con il crollo dei silos, una grande nuvola di polvere si è levata in aria. Questa nuvola, composta da frammenti di cemento e detriti, ha creato una scena spettacolare e suggestiva. La luce del sole ha filtrato attraverso la polvere, creando una visione eterea che ha reso l’abbattimento ancora più impressionante.

Questa demolizione guidata con microcariche è stata un trionfo dell’ingegneria, dimostrando quanto sia possibile controllare e pianificare con precisione un evento di questa portata. Oltre all’aspetto spettacolare, l’attenzione alla sicurezza è stata fondamentale, garantendo che il pubblico e le strutture circostanti fossero protetti da qualsiasi pericolo.

Qualche centinaio di cittadini si sono radunati per assistere a questa spettacolare demolizione, con i loro cellulari pronti a catturare il momento.

Conosciuto in zona come il “fungo,” questo torrino ex Sofer è stato parte integrante del tessuto storico della città per decenni.
Il suo abbattimento è stato determinato da preoccupazioni sulla sicurezza pubblica. Il torrino era diventato pericolante, con danni strutturali evidenti e frequenti cadute di calcinacci, mettendo a rischio i cittadini e l’ambiente circostante. La sicurezza dei residenti ha avuto la priorità, spingendo le autorità a programmare l’abbattimento.

La decisione di procedere con l’abbattimento del serbatoio ex Sofer è stata accelerata dalle ripetute scosse di terremoto che hanno interessato l’area dei Campi Flegrei negli ultimi mesi.
Questi eventi sismici hanno sollevato preoccupazioni aggiuntive riguardo al possibile crollo della struttura, che aveva già subito danni significativi. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha dichiarato: “Il torrino ex Sofer è un elemento storico della città e quindi c’è un po’ di tristezza per l’abbattimento di un simbolo di Pozzuoli, ma in questo momento abbiamo voluto garantire la sicurezza dei cittadini che erano preoccupati perché temevano fosse pericolante. Noi comunque lo stavamo monitorando da tempo proprio per evitare che ci fossero problemi.”

La procedura di demolizione è stata eseguita con estrema attenzione alla sicurezza, utilizzando microcariche esplosive. Questo piano operativo è stato condiviso con le autorità prefettizie e comunicato con anticipo ai cittadini. In questo modo, si è evitato che i residenti fossero allarmati dal forte rumore causato dalla demolizione. Inoltre, le preoccupazioni riguardo alla dispersione di polveri nell’aria e alla possibile presenza di amianto sono state scongiurate, garantendo la massima sicurezza per la popolazione circostante.

La demolizione ha generato un forte rumore, richiedendo la chiusura temporanea di alcune strade, come via Annecchino ad Arco Felice, e la sospensione della circolazione ferroviaria sulla linea della Cumana che attraversa la zona. Le scuole nella zona sono state chiuse, e alcuni residenti sono stati evacuati temporaneamente dai loro edifici, con l’ordine di chiudere finestre, persiane e tapparelle, nonché di spegnere tutte le utenze, compreso l’acqua, il gas e l’energia elettrica.

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