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Anteo e Comsubin, sono numerosi i residuati bellici recuperati nelle acque di Miseno

Il Nucleo SDAI di Napoli in concorso con l’Unità di Soccorso Sommergibili nave Anteo il cui team di palombari è stato integrato con un’aliquota di operatori del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (COMSUBIN), hanno condotto delicate operazioni subacquee ed E.O.D. (Explosive Ordnance Disposal) nelle acque di Miseno, tese a garantire la continuità territoriale delle isole di Ischia e Procida con il porto di Pozzuoli e dove insiste una consistente presenza di vari ordigni residuati bellici. Le operazioni hanno permesso di rinvenire, elevati quantitativi di proiettili di grosso, medio e piccolo calibro e numerosi contenitori di mine antiuomo di tipo “butterfly.”

Gli ordigni segnalati da subacquei sportivi, giacevano a profondità comprese tra i 36 e i 45 mt; i palombari sono quindi intervenuti a profondità maggiori di 40 metri grazie agli impianti iperbarici di nave Anteo che hanno assicurato l’adeguato supporto di sicurezza per immersioni così profonde e prolungate.

Tutti i residuati bellici rinvenuti, posti in appositi contenitori e recuperati con palloni di sollevamento sono stati successivamente rimorchiati e posizionati nella zona di sicurezza individuata dalla competente Autorità Marittima, dove sono state messe in atto le consolidate procedure, in uso dai Palombari della Marina Militare, propedeutiche alla successiva fase di neutralizzazione degli ordigni esplosivi.

Le operazioni di localizzazione, riconoscimento e rimozione, condotte dai responsabili delle operazioni, sono state effettuate preservando l’ecosistema marino e senza causare danni a cose e persone.

E’ bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, denunciando immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei palombari della Marina al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare, laghi e fiumi.

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