Home » Cultura » Se imparo, parlo… se parlo, discuto… se discuto dico molti … No! Piccolo Vademecum per chi vorrebbe capire.

Se imparo, parlo… se parlo, discuto… se discuto dico molti … No! Piccolo Vademecum per chi vorrebbe capire.

Così, oggi, va il mondo: verità alla portata di … tutti. Le nuove “idee” sane che svolazzano e … ci danno forza: Noi siamo “razza bianca”, superiore per forza! Questi rubano lavoro e spazio ai nostri figli… Le donne facciano la calza… Il nostro cervello è scientificamente superiore a quello di altri popoli… Il Sud Italia sarebbe ricchissimo senza il Nord… Solo noi possiamo affermare di essere puliti e…civili! Tutti i Partiti, tutti i Politici sono uguali: ladri e corrotti… Solo i “nuovi” ci danno i diritti che ci hanno tolto…quelli! Se non ci fossero le…tasse staremmo tutti meglio… Io ce l’ho la soluzione, dico che si deve fare così: … Basta con ‘sta costituzione, basta parlare della resistenza… ci hanno mangiato sopra… ora facciamo sul serio:… Tifo per l’unica squadra…onesta, perciò non ci fanno vincere lo scudetto!  Noi abbiamo una storia antica…siamo i migliori!

C’è un problema, amici miei. Un problema grande come… non una casa, né una città, addirittura… Una cosa che frena, distrugge, spappola il nostro stesso essere Comunità civile…

Un insieme di persone sa perché è insieme, ha cose in comune, limiti e freni ai singoli desideri di affermarsi e fare come se gli altri non ci fossero o dovessero allinearsi a quanto il Tizio, il Caio in quel momento alla guida di tutti ha deciso…  E allora Astolfo – che pure di malintesi e risse ne ha viste sui campi dell’Europa che fu – intravede la cosa più semplice che manca sui campi di battaglia attuali: la conoscenza. Meglio: la coscienza che nasce dalla conoscenza delle cose, dai cambiamenti degli stessi rapporti tra noi umani, etc etc… Insomma, come diceva l’assai più saggio di Astolfo, Plutarco, “della città, degli uomini, del mondo in cui sei, devi sapere la storia, cioè il dolore che forma le vite e costruisce le condizioni di ognuno…”. Se accetto, faccio quello che mi tocca per essere migliore di adesso: mi astengo da giudizi affrettati sui simili e sulle situazioni che non mi piacciono, mi sforzo di capire il lato nascosto di quanto è evidente ai miei occhi e mi opprime e infastidisce, mi spinge ad attaccarmi alle certezze che credo fermamente di avere… Comincio a studiare per guardare e capire più a fondo, tolgo le croste “ideologiche”, le quattro idee di cui mi nutro e ritengo sacre, … allargo la mia vista oltre l’ovvio che mi rassicura. Intravedo, forse, mondi mai notati, imparo, se so mi confronto, evito spade e frecce per affermare i miei credo. Difficile, …impossibile? Non so, ma penso che chi conosca non si impappini nel conformismo di verità assolute. Non si adagi nel rassicurante “sentito dire”!

Un esercizio salutare, indispensabile per il salto di qualità contro verità fasulle, è senz’altro lo studio… di tutto, come sarebbe necessario. Ma si può fare a piccoli passi: cominciare con la storia. Per sapere di più chi siamo e, dicevano già millenni addietro, “da dove veniamo”, ma anche chi sono gli altri, da dove vengono e perché … E la storia non è solo la poltiglia indigeribile dei libri di scuola! Da un secolo quasi, è uno dei bei possibili racconti sui modi di stare al mondo, sulle vite – di uomini, donne, popoli, idee-, sui pensieri che hanno elaborato vincitori e vinti, e che hanno impregnato aree del mondo vicino e lontano. Una storia politica, sociale, materiale: come gli uomini hanno cucinato, abitato, amato, adorato dei diversi in modi diversi; perché hanno viaggiato, fatto guerre, costruito Imperi poi declinati, subìto gli Imperi degli altri, edificato Stati… Poi: perché l’Italia è giunta così tardi ad essere uno Stato, e la Germania dopo di noi? Com’è che il Nord del Paese è cresciuto anche col lavoro dei Meridionali… cosa ha creato pregiudizi e, oggi, un vero razzismo dentro i confini nazionali? E, per dire – ma è il cuore di quest’epoca di …tanti esperti, tanti Soloni che in quattro e quattr’otto ci dicono che questo è buono, quello no, che siamo noi i soli a sapere le cose, padroni del pianeta e, addirittura, della Storia!- come e quando abbiamo introiettato l’idea di essere i migliori di tutti gli altri che vivono come noi, respirano, camminano, se riescono lavorano, entrano con fatica in un ordine sociale… etc etc etc…? E, insegnano minacciosi, possiamo curarci persino da soli! Che c’è a fare Internet?

E si potrebbe sproloquiare senza limiti visibili. Ma non servirebbe, Astolfo lo sa, se non facessimo, prima dei discors,i il silenzio umile della lettura. La cosa più antica, mi pare, da quando siamo divenuti “civili”: imparare e capire, riflettere sul mondo che è nostro, distinguere e produrre giudizi. Sapere, ecco la fatica, prima di ogni altro pensiero o gesto… arrivare ad indignarci, come è umano… trasformare l’indignazione in atto “politico”. E cioè: valutare se stessi e il mondo in cui si vive e, tante volte, si vegeta. Essere duri o almeno inclementi contro chi ruba la buona fede e specula sull’ignoranza in cui affondiamo volentieri, protetti dalle barriere sicure di pre-giudizi mai documentati, fondati su saperi ed esiti di studi onesti che pigramente non guardiamo neanche… Lottare contro i troppi interessati all’ignoranza, ma vincendo anzitutto il nostro ignorare su come ogni cosa è e perché… Operazione difficilissima, ardua, respinta subito dai quattro (4) lettori del Cavaliere Inglese che vola sulla luna per… disperazione. Ma lascia una specie di elenco. Sono solo alcuni dei libri possibili, coi quali iniziare a capire il suo complicato e presuntuoso discorso. Ecco, allora, i titoli. Alla rinfusa, come sempre: dice che non siamo a scuola!

G.Crainz, Il paese mancato, Roma 2005; il quadro chiaro dell’Italia tra anni ’50 ed ’80.

(a cura di P.Bevilacqua, A.De Clementi e E.Franzina) Storia dell’emigrazione italiana, Roma 2003 e 2005, 2 volumi, Partenze Ritorni; ad oggi, la più ampia ricerca sull’argomento.

D.De Masi, Lavoro 2025, Il futuro dell’occupazione(e della disoccupazione), Venezia 2017; tra le più recenti analisi del problema/lavoro e dei suoi sviluppi tra pochi anni.

A.Oliverio, Dove ci porta la scienza, Roma-Bari 2003; un discorso onesto sul futuro della ricerca scientifica e tecnologica, sulle possibilità, le “paure” e le domande, le implicazioni con la vita sullaTerra.

A.Massarenti, Il filosofo tascabile. Dai presocratici a Wittgenstein. 44 ritratti per una storia del pensiero in miniatura, Parma 2011; un approccio semplice ma rigoroso e chiaro alla storia del pensiero

Libri vecchi ma attuali, utili a cominciare a capire/sapere, a dire quando siamo in grado e…a non bere intrugli di mescite improvvisate. L’estate potrebbe aiutarci a sapere di più, dice il Nostro.

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