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PIANIFICAZIONE PREVIDENZIALE: un nuovo modo di affrontare l’età post-lavorativa. I consigli dell’esperto Luca Scotto d’Aniello

PIANIFICAZIONE PREVIDENZIALE: un nuovo modo di affrontare l’età post-lavorativa

Nel precedente articolo abbiamo esplorato, a larghe linee, come funziona e su cosa si basa il sistema previdenziale italiano, il perché si sono susseguite le diverse riforme riguardanti la previdenza ed abbiamo compreso come, per ragioni “strutturali”, esso non sarà più sostenibile in futuro.

Una volta descritto il “problema” (o per meglio dire “lo stato dei fatti”) cerchiamo di trovare una soluzione.

La soluzione si chiama PIANIFICAZIONE PREVIDENZIALE. Essa è il processo che bisogna imboccare per prepararsi alla pensione, è costituito da quell’insieme di scelte strategiche che si devono necessariamente adottare per vivere gli anni post-lavoro più sereni, senza affanno e con meno preoccupazioni. Chiaramente, a seconda della propria personalissima situazione lavorativa ed individuale possono essere stabiliti degli obbiettivi da raggiungere e modi diversi per raggiungerli.

Uno degli strumenti principali della pianificazione previdenziale è il Fondo Pensione. È uno strumento di PREVIDENZA COMPLEMENTARE che ha lo scopo di integrare la pensione erogata dall’INPS.

Cercando di semplificare al massimo il suo funzionamento ed il suo fine, esso consiste in uno strumento fortemente regolamentato dalla Legge all’interno del quale il futuro pensionato accantona delle somme di denaro in modo del tutto libero e volontario. Il capitale accumulato produrrà dei rendimenti nel corso degli anni e, una volta raggiunta l’età pensionabile, esso costituirà la pensione complementare da “affiancare” alla pensione dell’INPS.

Ci sono due modi di alimentare il proprio Fondo Pensione:

– Versando il proprio TFR (per i dipendenti appartenenti al settore privato)
– Versando i propri contributi volontari ( il cui importo è a discrezione del futuro pensionato)

Inoltre, lo Stato, per incentivare i cittadini ad istituire i Fondi Pensione garantisce VANTAGGI FISCALI sia “immediati” (anno dopo anno) sia a lungo termine.
Lo Stato permette di dedurre dal proprio reddito tutte le somme versate a titolo di contributi volontari ( fino a un massimo di 5164 euro all’anno).

In poche parole, lo Stato permette di far risparmiare delle tasse ai cittadini che decidono di istituire e versare all’interno del loro stesso Fondo Pensione. (Ciò dovrebbe, a mio avviso, far riflettere molto…Se addirittura lo Stato è disposto a riscuotere meno tasse pur di incentivare i cittadini a costruirsi una pensione complementare, significa che il “problema” è reale).

In aggiunta il Fondo Pensione è impignorabile ed insequestrabile, può essere utilizzato come strumento successorio e può essere istituito anche in favore di minorenni, il che lo rende uno strumento perfetto per cominciare a costruire, negli anni, un futuro migliore per i propri figli e nipoti.

La PIANIFICAZIONE PREVIDENZIALE è l’unico “strumento” che hanno i cittadini per garantirsi una vita post-lavorativa all’altezza delle loro aspettative.

Luca Scotto d’Aniello
Consulente Finanziario
328 111 54 57
lucascottoconsulente@gmail.com

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