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Elezioni Comunali, approvato il terzo mandato ai sindaci. Peppe Pugliese: “Se volessi ricandidarmi sindaco potrei farlo”

Approvazione del terzo mandato per i sindaci nei comuni con meno di 15.000 abitanti: Cosa cambia?

Il recente via libera del governo italiano a una nuova normativa che consente ai sindaci dei comuni con meno di 15.000 abitanti di ricoprire un terzo mandato consecutivo rappresenta un importante cambiamento nel panorama politico-amministrativo dei piccoli comuni italiani.

La nuova legge è stata approvata oggi, 25 gennaio 2024, in concomitanza con la definizione dell’election day previsto per l’8 e 9 giugno, che vedrà l’accorpamento delle elezioni europee, regionali e amministrative.

La legge modifica l’articolo 51 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, permettendo ai sindaci dei comuni sotto i 15.000 abitanti di ricandidarsi per un terzo mandato.

Per i comuni con meno di 5.000 abitanti, il nuovo decreto elimina completamente il limite di mandato, consentendo ai sindaci di ricandidarsi per un numero illimitato di volte.

Ed è proprio questo il caso che riguarda l’ex sindaco di Monte di Procida, Peppe Pugliese, che avendo già espletato due mandati consecutivi non poteva ricandidarsi sindaco per la terza volta. Con l’approvazione di questa legge, adesso anche Peppe Pugliese può partecipare, come candidato sindaco, alle prossime elezioni comunali di giugno 2024.

L’ex sindaco Pugliese attraverso un post pubblicato su facebook ha dichiarato: “da domani se volessi ricandidarmi potrei farlo“.

L’impatto sui Comuni con il terzo mandato:

1. Continuità Amministrativa: Questa decisione permette una maggiore continuità nelle politiche e nella gestione amministrativa dei comuni più piccoli, facilitando il completamento di progetti a lungo termine.

2. Maggiori Sfide per i Partiti: La possibilità di un terzo mandato pone nuove sfide per i partiti politici, specialmente nei piccoli centri, dove trovare nuovi candidati può essere difficile.

3. Risposta alle Esigenze Locali: La normativa riconosce la difficoltà di individuare candidati adatti per la carica di sindaco in comuni di minore dimensione demografica.

Questa riforma sarà un’opportunità per i sindaci di portare avanti i loro programmi con una visione a più lungo termine, ma solleva anche interrogativi su come questo influenzerà la dinamica politica nei piccoli comuni. Sarà interessante osservare come le comunità locali reagiranno a questo cambiamento e come i sindaci useranno questa opportunità per migliorare la vita dei loro cittadini.

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