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Storia del “Pietro Micca” il rimorchiatore con il cuore montese

Storie di vita e di mare di ANTONIO CAPUANO.

Il piroscafo  “Pietro Micca” nasce  inglese (varo nel 1895), diviene italiano passando  prima a Genova (1903) e poi approda definitivamente a Napoli (1905). Ma il cuore dell’ ex rimorchiatore batte Montese.
La prima volta che “incontrai” il “Pietro Micca” risale agli anni ’90 (forse era il ’95, giusto 100 anni dal varo di questo piroscafo), e fu grazie a Benito Spinelli (Scirocc) amico, compaesano e montese doc, il quale mi chiese una mano per una cercare una soluzione alternativa alla demolizione di questo vecchio rimorchiatore (dal 1993 messo in disarmo dall’allora armatore napoletano). Sai -mi disse Benito- buona parte della mia famiglia è passata su questo rimorchiatore; ed io ho trascorso quasi tutta la mia vita di marittimo su questa nave. Aggiunse, con tristezza, che per lui sarebbe stato un dolore indicibile se il “Pietro Micca” fosse stato demolito come ferro vecchio. Poi, con enorme nostalgia, mi raccontò di alcuni episodi indimenticabili legati all’allora rimorchiatore: quando da giovane nella baia di Marina di Puolo (Sorrento), tra giornate di sole accecante e mare blu inteso, trascorse i giorni più felici della sua vita; mi raccontò, sorridendo, di quando nel corso di un azzardata manovra – mentre trainavano un pontone a largo del porto di Napoli – la nave si inclinò talmente che il fratello Salvatore “Sfrron”,  preso dalla paura, non esitò un attimo a buttarsi in mare vestito. Aggiunse, infine, con grande senso di appartenenza alla nostra “comunità / famiglia”, che anche altri montesi erano stati a imbarcati bordo di questa nave assieme a suo padre: “U’pat r’ Angiolett u Dottor”, ed altri ancora, molti dei quali ora non ricordo i nomi. Insomma, un pezzo di storia di vita vissuta, di lavoro, di navigazione, di intense passioni: la nostra storia! Per dare un concreto aiuto a Benito nella sua affannosa ricerca per salvare la sua creatura -sebbene non è che io potessi fare molto – ne parlai con un amico; ed assieme pensammo a diverse soluzioni (molto teoriche, forse troppo!), del tipo: tirato in secca sul porto di Napoli, come reperto “vivente” della storia centenaria del suo porto e della navigazione napoletana (il “Pietro Micca” è’ la più antica nave commerciale italiana a vapore: la sua propulsione è affidata ad una macchina a vapore a triplice espansione ed il suo stato di conservazione la rende unica. Batte bandiera italiana, iscritta nel Registro del Compartimento Marittimo di Napoli con il numero trentatré). Oppure accostarlo alla banchina di un porto quale pub – museo/ libreria del mare; ed altre amenità. All’ amico venne in mente un di tizio che frequentava la nostra zona, considerato – diciamo così – un “maitre à penser” in soluzioni del genere. Lo contattammo, ed assieme al nostro “maitre” e a Benito ci recammo al porto di Napoli per visionare il rimorchiatore. Il “Pietro Micca”, presago, ci accolse con fare triste e rassegnato: infatti il nostro “maitre” dopo minuziosa ispezione decretò la volontà di interpellare un suo conoscente interessato per alle demolizioni degli scafi. Immediatamente gli dicemmo che la cosa non interessava affatto; anzi che era quella assolutamente da evitare! Oltretutto la stessa l’avevano pensata già gli armatoti, e che per “approdare” a questa infausta conclusione non si erano avvalsi di alcuno aiuto di luminari e maestri del pensiero. Quindi, nulla di fatto. Ma, come in tutte le umane vicende, dove tenacia, passione ed amore messi assieme costituiscono un a forza invincibile, Benito con i suoi figli e il Sig Giua – armati di altrettanta tenacia, passione e infinito per  il mare e per questa nave in particolare – approdarono all’ attuale straordinaria e felicissima soluzione: L’Associazione Amici delle Navi a Vapore G.L. Spinelli”, di cui il presidente è il Sig. Pier Paolo Giua, acquistò nel 1996 il “Pietro Micca”, destinando questo stupendo “essere marino” al suo naturale destino: VIVERE IL MARE.
P.S. Rincontrai ancora una volta il “Pietro Micca” nell’ anno 2000, quando invitato sullo stesso, giacché   il “Pietro Micca” in quell’anno – divenuto Goletta Verde di Lega Ambiente – ispezionava le acque del golfo di Pozzuoli. Allora, questo splendido piroscafo, tirato a lucido, imbandierato e soprattutto “riarmato” di straordinaria vitalità, radioso e sereno mi accolse a bordo con un grande sorriso ed caloroso fraterno abbraccio. Ora l’idea che accarezzo con Benito e “l’Associazione Amici delle Navi a Vapore G.L. Spinelli” , è quella di portare il “Pietro Micca”, almeno per qualche giorno, al porto di Acquamorta qui a Monte di Procida; magari durante la Sagra del Mare, oppure alla Madonna Assunta, per rivivere momenti della nostra storia.
* “Più di un secolo di vita, ma che secolo! L’intensa storia ultracentenaria vissuta da un piroscafo Rimorchiatore d’alto mare: varato nel 1895 a Southshields, Newcastle (GB) con il nome Dilwara, concepito per il lavoro portuale e costruito con tecniche d’avanguardia, sviluppatesi in quegli anni di fine secolo, in cui la navigazione a vapore esprimeva il culmine delle conoscenze tecnologiche del campo. A quei tempi il motore Diesel, inventato nel 1892, era già una realtà ed avrebbe in breve tempo soppiantato la macchina a vapore e, con lei, un secolo e mezzo di navigazione.
Nel 1903 il Dilwara ed una sua unità gemella vengono portate nel Regno d’Italia, prima a Genova ed in seguito, nel 1905, a Napoli, dove verrà iscritto nel Registro Compartimentale con il nome Pietro Micca. Utilizzato sostanzialmente come rimorchiatore portuale, ha in seguito lavorato come rimorchiatore di pontoni per la messa in opera dei moli di molti porti nel Mediterraneo ed è stato adibito al lavoro di dragamine nei “periodi di necessità”.
Il Pietro Micca è potuto sopravvivere al passo con rimorchiatori ben più moderni ed efficienti, fornendo alle navi americane di stanza a Napoli il vapore loro necessario a rimanere in esercizio (cucine, servizi, sala macchine) nei lunghi periodi di sosta. Con la caduta del “Muro di Berlino”, la flotta americana ha lasciato il Porto di Napoli ed il Pietro Micca ha rischiato la demolizione.
La “Associazione Amici delle Navi a Vapore G.L. Spinelli” lo ha acquistato nel 1996 per iniziativa del suo Presidente Sig. Pier Paolo Giua, il quale ne ha anche diretto il fedele restauro, nel cantiere TECNOMAR di Fiumicino, dove è attualmente ormeggiato.”
*Tutte le notizie tecniche e la storia del Pietro Micca sono state prese dalla pagina web:http://www.tecnomar.net/pietro_micca/foto.htm
ANTONIO CAPUANO
                       

 

.: Tecnomar – Pietro Micca

www.tecnomar.net

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