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Campi Flegrei: cosa dice il nuovo studio sul futuro del nostro vulcano

Un recente studio scientifico pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment ha analizzato l’attività dei Campi Flegrei, uno dei vulcani più monitorati al mondo, situato tra Pozzuoli e Napoli. I ricercatori hanno cercato di capire cosa potrebbe accadere nei prossimi decenni. Negli ultimi 75 anni i Campi Flegrei hanno attraversato diverse fasi di agitazione, con sollevamenti del terreno, piccoli terremoti ed emissioni di gas. Questo fenomeno si chiama bradisismo. Per capirlo meglio, si può pensare a una spugna che si gonfia quando assorbe acqua e si sgonfia quando la rilascia: il terreno fa qualcosa di simile quando sotto aumenta o diminuisce la pressione.

Secondo lo studio, sotto i Campi Flegrei, a circa 4 chilometri di profondità, esiste un serbatoio di magma. Questo magma si trova in una condizione che, in teoria, potrebbe permettere un’eruzione, ma la quantità attuale non è sufficiente per causare un evento importante. Un esempio semplice è una pentola sul fuoco: l’acqua può essere calda e iniziare a fare qualche bolla, ma senza abbastanza calore non arriva mai a bollire davvero. Un’eruzione è vicina?

No. I ricercatori spiegano che, continuando con i ritmi attuali, servirebbero ancora diversi decenni prima che il magma raggiunga un volume paragonabile a quello dell’ultima eruzione del 1538. È come riempire una bottiglia goccia dopo goccia: al momento è ancora lontana dal traboccare.

fonte dello studio: https://www.nature.com/articles/s43247-025-03140-0

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