Fa caldo, è vero. E mentre i turisti affollano le strade, nel cuore del Comune di Bacoli esplode una polemica che ha fatto alzare più di qualche sopracciglio. All’ingresso del Municipio è comparso un cartello: “Vietato entrare con abiti non adeguati. In particolare, niente pantaloncini.”
Sì, avete letto bene. Niente bermuda.
Così, una donna, vestita in modo del tutto normale, bermuda al ginocchio, nulla di strano, si è vista respingere agli sportelli comunali. Motivo? Il cartello. Troppo scoperta, a quanto pare.
Il consigliere regionale Diego Venanzoni non le ha mandate a dire:
“È una cosa ridicola. Anzi, medioevale. Siamo ad agosto, fa 40 gradi. E qualcuno pensa che la priorità sia misurare la lunghezza dei pantaloni?”
Poi ha aggiunto:
“Il decoro non si difende così. Si difende offrendo servizi seri, accoglienza vera. Bacoli ha bisogno di risposte, non di regole assurde.”
Secondo l’opposizione, questo codice d’abbigliamento trasforma il rispetto del decoro in uno strumento di esclusione, limitando il diritto dei cittadini ad accedere liberamente ai servizi pubblici, anche in momenti di grande caldo e afflusso turistico.
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