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Intervista a Carlo Verdone, Vita di Carlo: la serie TV che racconta la vita di un cineasta tra finzione e realtà. Di Assunta Esposito

Intervista a Carlo Verdone
Di Assunta Esposito
Vita di Carlo: la serie TV che racconta la vita di un cineasta tra finzione e realtà.

“Ci sono tante cose in questa serie che appartengono veramente a me. Tante cose sembrano inventate. Non è vero, sono realmente accadute. Ad esempio il fatto che sono venuti a propormi di diventare Sindaco di Roma “.

Il 5 novembre 2021 su Amazon Prime video è disponibile la serie TV “Vita da Carlo”, dieci puntate di trenta minuti ciascuna, tutte sulla vita di Carlo Verdone. Le prime quattro puntate sono state presentate in anteprima alla Festa del Cinema di Roma del 2021.

Carlo Verdone, una carriera di quaranta anni di successi, con i suoi personaggi di periferia, per raccontare l’Italia e Roma nella Commedia all’italiana, è un uomo semplice, generoso d’animo, senza invidia per il successo altrui, che guarda ai giovani come al futuro di questo paese.

Quanto c’è di vero? Quanto sei stato bravo a raccontare te stesso?
“All’inizio ero riluttante a fare una serie TV che parlasse della mia vita, è stata un’idea di Quagliarone, e Menotti con cui stavo sceneggiando il film Benedetta Follia, un po’ di tempo fa. Hanno catturato tutto quello che raccontavo loro con degli aneddoti mentre stavamo sceneggiando il film, e li hanno legati tra loro. E’ venuto fuori un profilo, anzi un mosaico, di un uomo, molto indaffarato e proteso verso gli altri. Celebre, amato ma con una vita tormentata.

Qual è stata l’idea centrale della serie TV?
“L’idea centrale della serie Tv, è stata l’episodio di quando degli amici mi proposero di fare il Sindaco di Roma, dicendomi che avevo l’80% delle preferenze nei sondaggi che loro avevano fatto. Su quest’idea di Sindaco/non sindaco poi si dipana tutta la storia in varie diramazioni: i figli, l’ex moglie, un innamoramento con una farmacista, il rapporto con la gente al di fuori del mio quartiere”.

Come hai fatto a recitare te stesso?
“Non dovevo fare le caratterizzazioni dei personaggi, ho recitato cercando di essere quanto più naturale possibile, dimenticando la macchina da presa, muovendomi anche in modo sgraziato, proprio come quando cammino per casa pensando”.

E’ più difficile scrivere un film o una serie TV?
“E’ più difficile scrivere un film perché devi condensare tutta la storia in un’ora e trenta minuti. La serie invece ti permette di raccontare meglio i personaggi, i tempi, fatti, ci vuole un’idea forte come fondamento, ciò che deve diventare il filo conduttore della serie TV.

Quali sono stati i tuoi rapporti con i festival internazionali?
“A me non è mai interessato andare o no ai festival internazionali, alla fine ci sono andato con Sorrentino, vincendo il Premio come miglior attore non protagonista, per la ‘Grande Bellezza’ ”.

Sei stato anche giurato al Festival d’arte cinematografica a Venezia?
“Sì, due volte; nella prima c’era David Lynch come Presidente, preparato e professionale. Non credo alla sincerità dei festival e dei Presidenti di Giuria”.

Nella serie eri molto naturale, è questo il suo successo?
“Sì, sono stato quanto più naturale possibile. Ho cercato la semplicità, l’onestà, la verità. Il copione era ben scritto, da me, da P. Plastino, e da Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni. Fare una serie TV è molto stancante. Il problema della serie tv è la corsa. Devi prepararti il giorno prima di ogni ripresa e il giorno dopo sul set devi girare 50 o 60 riprese. Per il cinema ho girato max. 20 riprese per ogni film. Certo, poi quando prendi il ritmo con gli attori, è anche molto bello”.

E’ cambiato il rapporto con il pubblico con l’uso dei cellulari? Credi che il pubblico sia più opportunista quando cammini per strada?
“Certo, tuttavia spesso in coloro che mi chiedono una foto, ci vedo felicità, la stessa felicità che provai io quando incrociai per caso David Gilmour, di cui ero fan. Unico neo è che è un rapporto che stanca, non puoi mai visitare una città in santa pace. E’ un rapporto che ti stritola. Poi ci sono anche tanti maleducati, che vogliono farsi i video con me mentre gli faccio i personaggi per tutta la famiglia”.

Tu hai attraversato gran parte del cinema italiano, ti vedresti in cattedra?
“No, in cattedra per Storia del cinema no, ci vuole molta preparazione, serietà e precisione, io ho una preparazione da Cineclub. La mia formazione è dovuta a tutte le rassegne del cinema d’autore dei cineclub di Roma, ma non è accademica. Io frequentavo sin da ragazzo, dal 1967 – 1968 i cineclub Filmstudio, quello del Politecnico e il cineclub Tevere.”

Qual è il tuo rapporto con la critica? Chi ti piace?
“Non ho mai dato attendibilità eccessiva ai critici. Chi ha capito il mio lavoro sono tre o quattro critici. I critici di oggi m’irritano. Sono leggermente presuntuosi e intellettualoidi. Vogliono diventare più protagonisti di chi stanno recensendo. Ecco Brunetta mi piace, ma lui è uno storico più che un critico”.

In che modo in questi quaranta anni è cambiato il pubblico?
“E’ cambiato in peggio a causa della TV. Chi vuoi che vada a vedere un film d’autore oggi? Solo quelli di una certa età, i giovani ci vanno solo se frequentano la scuola di cinema. E’ anche la responsabilità degli sceneggiatori se il livello si è abbassato. Il fatto è che quantità e qualità non possono andare d’accordo, soprattutto perché il pubblico oggi non ha più memoria storica. Non è giusto che Sora Lella sia ricordata di più rispetto ad Aldo Fabrizi. Ecco in Maledetto il giorno che ti ho incontrato e in Compagni di scuola sono riuscito a trovare l’equilibrio tra qualità e quantità.”.

Da regista e attore caracters a quale personaggio sei più affezionato?
“A nessuno. Li ho amati tutti e nessuno. Certo fare il bullo è stato divertentissimo. L’interpretazione più riuscita in Bianco, rosso e verdone, molto ricca, piena di dettagli sia mimici sia verbali. Ho fatto una grande performance”.

Che desideri hai ora?
“Ho fatto un film, una serie tv, ho scritto un libro, cosa posso chiedere di più? Non sono stato fermo un minuto durante il Covid19”.

Assunta Esposito

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