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Una finestra sul mondo: l’intelligenza e il mixer. Di Arturo Delogu

L’INTELLIGENZA E IL MIXER

Intelligenza: “Capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell’esperienza e della contingenza.”
Dice: “Rieccolo il professorino! ”

No, per carità, lungi da me nel voler fare il professore, non ne avrei nè i titoli nè le qualità per farlo.
Ma riflettiamo sulla parola, quante volte abbiamo detto di una persona: “Marò e comm’è intelligente”.
Magari riferito ad una azione oppure ad un discorso che quella persona faceva.

Oppure abbiamo sentito dire: ” ‘O figlio mio è troppo intelligente, tene tre anne e sape cuntà fino a ciento”
L’intelligenza secondo me e a questo punto anche secondo la definizione che ho trovato su internet, non è una virtù, ma una capacità. E come diceva il buon Totò: “Vengo e mi spiego”. Avente presente un mixer?

No, non quelli che frullano le cose in cucina, quelli che si vedono nei teatri, nei concerti, quelli che servono ad alzare e ad abbassare la voce. Quei tavoli che vediamo dietro tutte le poltrone del teatro, oppure sotto il palcoscenico, dove ci sono tante levette (sliders) che si abbassano e si alzano sotto le mani sapienti di un tecnico.

Sono 30 anni che faccio l’attore amatoriale, anzi se contiamo il “Cupido scherza e spazza”, la farsa di Peppino de Filippo, con cui a 12 anni ho debuttato in un container che fungeva da scuola media, in una Scampia (chiamata allora 167) alla fine degli anni ’70, allora di anni ne contiamo 42.

Bene, l’attore amatoriale, oltre a saper recitare, qualità che appartiene solo al 20% degli attori amatoriali (io infatti faccio parte del rimanente 80%), deve saper fare un po’ di tutto. Primo incarico, aprire e chiudere il sipario, poi deve saper montare le scene, arrangiarsi con le giacche del padre a creare costumi, rubare gli eye-liner ed il mascara alla madre per potersi truccare, fare il tecnico luci con le piantane della sala da pranzo e fare il tecnico audio. Io poi ho fatto per anni il tecnico audio anche per lavoro, quindi questi aggeggi li conosco un pochino. E quì veniamo a noi ed al nostro mixer e all’intelligenza.

Un mixer più levette (sliders) ha e più è buono. Su ognuna delle levette si collega una cosa, un microfono, una chitarra, una tastiera, un lettore mp3…e via discorrendo. La capacità del tecnico stà nel miscelare bene i suoni, in modo di poter ascoltare tutto con armonia. ECCO ! Quella è l’intelligenza ! La capacità di saper miscelare le proprie qualità o virtù, in modo da modificare il proprio comportamento secondo l’azione che di sta vivendo.

Conclusione, una persona più qualità ha più è intelligente ? No, una persona più quelle qualità le sà dosare e più è intelligente e non importa quante qualità siano. Pensate se il tecnico di un concerto alzasse “a palla” tutte le levette del suo mixer, o cinque o cento, il risultato sarebbe un casino esagerato. Ho ascoltato concerti splendidi solo con chitarra e voce e sono andato via, dopo dieci minuti da concerti, dove sul palco si esibiva un’orchestra.

Ho incontrato “tecnici” che avevano tante “levette” e quando incontravano un mendicante, alzavano “a palla” l’amor proprio, l’indifferenza, la superbia, la presunzione e tiravano dritto senza degnare il mendicante di uno sguardo. Ho incontrato altri “tecnici” che nella stessa occasione hanno alzato solo un po’ di ‘umiltà e tanta solidarietà ed in quella occasione hanno donato allo sfortunato mendicante anche solo un sorriso, anche perchè forse era solo quello che potevano donare.

Non importa quante virtù si hanno, non importa, quante lauree o quanta conoscenza o nozionistica si ha. Nella vita è importante saper dosare.

Quanti dotti, medici e sapienti (per parafrasare una canzone di Bennato) ascoltiamo in tv e sui social, in questi giorni tristi di pandemia. E quanti di loro pur essendo professoroni o grandi politici, fanno dichiarazioni con tutte le “levette” alzate.

D’altronde lo diceva anche Eraclito: “Avere una grande cultura, non significa essere intelligente”.

Articolo di
Arturo Delogu


Tutti i racconti di Una Finestra sul Mondo. A cura di Monica Carannante

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