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Abitava a Cappella il soldato morto in Afghanistan di Monte di Procida

Sergente ucciso in Afghanistan
era originario di Monte di Procida abitava a Cappella nel centro storico al numero 135.

Michele Silvestri aveva 33 anni. Abitava con la moglie e con un figlio di otto anni nel comune flegreo. E’ morto durante un attacco all’avamposto italiano del Gulistan. Era in missione da dieci giorni. Il sindaco: “Ha da sempre voluto fare il militare”
La base italiana di Ice, nella valle del Gulistan in Afghanistan

Era in missione da appena dieci giorni Michele Silvestri il sergente del 27/esimo Genio guastatori di Caserta, rimasto ucciso in Afghanistan nel corso di un attacco a colpi di mortaio. Silvestri aveva 33 anni, era sposato ed era padre di un bambino di otto anni.

l comandante del distaccamento del 21/o Genio Guastatori di Caserta, tenente colonnello Roberto D’Agostino, si è recato con alcuni suoi stretti collaboratori a Monte di Procida nell’abitazione dei genitori del Sergente Silvestri. Nell’abitazione si trova anche la moglie della vittima, Nunzia Carannante. Attivato il nucleo di supporto psicologico alle famiglie e altro personale per l’immediato sostegno morale.

Tutta Monte di Procida si sta stringendo accanto ai familiari del giovane militare. Michele, nella sua vita, “ha
sempre voluto fare il militare”. Era un ragazzo “solare, ti dava l’impressione della forza”. E’ il ricordo commosso del sindaco, Francesco Paolo Iannuzzi.

L’aveva incontrato due mesi fa. “Il papà è un mio dipendente – racconta il primo cittadino – è un addetto alla manutenzione. Sono una famiglia semplice, umile i Silvestri, di quelle che ha fatto tanti sacrifici nella vita. La sorella lavora in un bar, la mamma è casalinga. E poi c’è, anzi, no, c’era il nostro Michele”.

“Ha da sempre voluto fare il militare – aggiunge Iannuzzi – prima ha fatto la ferma annuale, poi quella breve poi il concorso. Qui, sa, ci conosciamo tutti. Siamo 14mila residenti in poco più

di tre chilometri. E Antonio, il papà di Michele, lo conosco benissimo”. “Sorrideva sempre, era solare e più di tutto ti dava l’impressione della forza – conclude il sindaco che si sta recando a casa dei Silvestri – quella forza positiva, di chi credeva nei propri sogni”.

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