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Fuochi accesi sulle isole: è la notte della poesia

Nel giorno del solstizio d’estate, stasera (19 giugno) alle 21 in punto, su dieci isole si accenderà un fuoco che, ben lontano dai roghi di “Fahrenheit 451”, simboleggerà invece la forza della parola, rievocando il falò intorno al quale gli uomini si incontravano e comunicavano. All´insegna della poesia, l´inconsueta kermesse s’intitola “Le isole si accendono” ed è stata organizzata dall´associazione “Vivara – Amici delle piccole isole” e dagli artisti di “Scavare il futuro”. «È un’operazione – spiega Mimmo Grasso, che con Riccardo Dalisi e altri ha fondato il movimento internazionale “Scavare il futuro” – che parte dai luoghi flegrei per coinvolgere varie isole del Mediterraneo: abbiamo scelto il linguaggio dei poeti di cui si è quasi persa la funzione d´uso».

Da parte sua, Vito Cuppone di “Vivara” si richiama al poeta elisabettiano John Donne, e afferma che «la poesia è un´isola, come lo è ogni persona: per isola intendiamo anche un´isola linguistica, etnica, culturale». Ecco perché, accanto alle isole vere e proprie come Procida, Ischia e l´isolotto di San Martino (capofila dell´iniziativa), sono previsti appuntamenti in una cava di tufo a Bacoli, sul Montenuovo di Pozzuoli e persino in un appartamento di Caserta dove Lello Agretti, presidente della “Zattera”, ospiterà amici e lettori «facendo finta di stare su un’isola».

I luoghi sono incantevoli: a Ischia, l´appuntamento – molto sentito, grazie anche alla partecipazione della portoghese Anna Matos e della brasiliana candidata al Nobel Marcia Theophilo – si terrà in un chiostro; a picco sulle acque è il limoneto di Procida, dove si ascolterà musica araba; yddisc, invece, il concerto della Knorr Band a San Martino, con contorno delle tammorre della “paranza dei Campi Flegrei”.

Il rituale sarà comunque uguale dovunque: alle 21 il fuoco, poi la lettura di un testo che Mimmo Grasso ha ricavato dai testi di 50 autori viventi; l´offerta propiziatoria di pane, sale e vino, e infine, il “messaggio in bottiglia”, affidato alle onde. Nella bottiglia, anche un’epigrafe: «Io sono un messaggio, sono nato il 21 giugno 2004, figlio del solstizio e dell’isola. Leggimi nel fuoco della voce: io sono vivo?».

fonte: http://www.kataweb.it

Nota del webmaster: tra i 50 autori dei testi che sono stati letti c’era anche la nostra bravissima compaesana Fabiana Scotto di Perta.

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