Ventisei anni dopo la chiusura, la stazione di Baia riapre le sue porte. È successo oggi, 6 novembre 2025, tra applausi, emozione e tanta attesa. A tagliare il nastro c’erano il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione. Per la comunità locale, non è solo una fermata che riapre. È un pezzo di storia che torna al suo posto. La stazione era chiusa dal 1999. I lavori per ricostruirla iniziarono nel 2003, ma vennero bloccati nel 2012 per questioni legali. Tutto si è fermato per anni, fino alla ripartenza nel 2023. Oggi, finalmente, Baia ha una stazione nuova di zecca. L’edificio copre circa 3.000 metri quadrati ed è stato pensato per riflettere l’anima del territorio. Chi entra, si accorge subito dei materiali scelti: tufo, travertino, pietra. Tutti elementi che richiamano le antiche terme romane. Anche la luce gioca il suo ruolo: grazie a grandi lucernai, illumina anche le aree sotterranee, rendendo l’ambiente caldo e accogliente.
Durante l’inaugurazione, è stato detto chiaramente: questa riapertura è un segnale forte. Non solo per Bacoli, ma per tutta la zona dei Campi Flegrei, colpita di recente da eventi sismici che hanno danneggiato diversi tratti della linea Cumana. La buona notizia? La stazione è entrata subito in servizio. Il primo treno si è fermato a Baia alle 12:12, sulla tratta Gerolomini–Torregaveta. La prima parte del progetto è costata 37 milioni di euro. Ma non finisce qui. È già iniziata la seconda fase: verrà realizzato un sottopasso che entro il 2027 collegherà la nuova stazione al lungomare e alla vecchia Baia. Un’opera pensata per rendere l’area più accessibile, integrata, vivibile.
Ma non si parla solo di trasporti. Chi entra in stazione, trova anche un piccolo museo. Al suo interno sono esposte copie in scala reale di statue archeologiche rinvenute nel territorio di Baia e oggi conservate al Museo Archeologico dei Campi Flegrei e in altri importanti musei. Sono state realizzate con tecnologie di stampa 3D. Ci sono i Dioscuri, l’Afrodite Sosandra, e vari busti di imperatori. La loro presenza in stazione è simbolica ed ha uno scopo sia divulgativo che identitario: rappresentano la grandezza storica ed artistica della Baia romana, un centro imperiale che tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C. fu luogo di fasto, cultura e innovazione urbanistica. Il sindaco Della Ragione, durante il suo discorso, ha parlato con il cuore. Ha detto che quella scritta, “Stazione di Baia”, pensava di non vederla più. E invece è tornata, più bella che mai, proprio in un momento difficile. Ha ricordato le tante promesse mai mantenute nel corso degli anni. E ha definito questa riapertura un sogno collettivo che finalmente si avvera.
La nuova stazione è stata pensata per durare, ma anche per raccontare. È moderna, ma radicata nella storia. Unisce passato e futuro. Non è solo un posto dove si prende un treno. È un simbolo. Un punto di partenza per chi vive qui. Un punto d’arrivo per chi arriva da fuori. E, soprattutto, una porta d’ingresso alla memoria profonda dei Campi Flegrei.
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