Alle 10.08 di questa mattina il Duomo di Napoli è esploso in un applauso liberatorio: il sangue di San Gennaro si è sciolto. Una notizia che i fedeli attendevano con emozione e trepidazione, accalcati davanti alla Cappella del Tesoro. «La reliquia è stata trovata completamente liquida» ha annunciato con voce ferma l’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio. E come vuole la tradizione, uno dei membri della Deputazione del Tesoro ha sventolato un fazzoletto bianco, gesto che da secoli segna il momento tanto atteso e che trasforma l’attesa in gioia condivisa.
Il miracolo di San Gennaro è un appuntamento che scandisce la vita della città. Tre volte l’anno, a maggio, a settembre e a dicembre, i napoletani si stringono intorno al loro Santo Patrono per assistere al misterioso fenomeno. A volte, il prodigio si ripete anche in occasioni particolari: l’ultima volta era accaduto lo scorso 25 agosto, durante la Settimana liturgica nazionale, davanti al cardinale Pietro Parolin.
Per molti, lo scioglimento del sangue non è soltanto un miracolo religioso, ma anche un segno di speranza per la città, un simbolo che unisce Napoli alla sua storia e alla sua anima più profonda.
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