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Da orto irriguo a parcheggio in zona protetta, blitz dei Forestali a Bacoli. Denunciata una 66enne bacolese

Proseguono i controlli contro l’abusivismo edilizio e i reati ambientali in Campania. Nei giorni scorsi, a Bacoli, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Pozzuoli hanno sequestrato un’area parcheggio di oltre 6.000 metri quadrati, situata in via Lido Miliscola, all’interno del Parco Regionale dei Campi Flegrei e nella zona SIC (Sito di Importanza Comunitaria) “Lago Miseno”.
L’operazione, condotta dal Maresciallo Emanuele Lanzetta, ha portato alla denuncia della titolare, una 66enne residente a Bacoli, per violazioni edilizie e ambientali ai sensi del Testo Unico Ambientale. Secondo gli accertamenti, l’area, classificata come suolo agricolo (orto irriguo), era stata trasformata in parcheggio senza alcuna autorizzazione edilizia né valutazione d’incidenza ambientale, come previsto dalla normativa vigente per i siti protetti.
A peggiorare la situazione, i militari hanno scoperto che la superficie era stata impermeabilizzata in modo permanente e che in un’area attigua di circa 300 metri quadrati erano stati depositati illecitamente 22 bustoni contenenti circa 25 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, presumibilmente derivanti da attività balneari. La titolare dovrà inoltre rispondere a una sanzione amministrativa di oltre 3.000 euro per irregolarità nella gestione del registro di carico e scarico dei rifiuti.

Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle forze dell’ordine verso la tutela del territorio e dell’ambiente, come confermato dalla recente firma, a Napoli, di un protocollo d’intesa per il coordinamento delle procure della Corte di Appello partenopea sui reati ambientali.
L’accordo, voluto dalla Procura generale di Napoli e firmato da tutte le procure del distretto, punta a rafforzare la collaborazione tra magistratura e forze di polizia, individuando priorità investigative e promuovendo azioni più efficaci e coordinate. Tre le aree tematiche al centro dell’intesa: la gestione del demanio marittimo e l’inquinamento delle acque; l’inquinamento dell’aria e la gestione dei rifiuti; le attività del Servizio Indagini Ambientali (SIA), che sarà ulteriormente potenziato.
«L’obiettivo è garantire un intervento più rapido ed efficace a tutela dell’ambiente — ha spiegato il Procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro — attraverso un migliore utilizzo delle conoscenze e delle risorse disponibili». In tale direzione va anche l’accordo in fase di definizione con l’Arpac e la Regione Campania per ottimizzare l’impiego delle risorse tecniche nelle indagini ambientali.

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