I Campi Flegrei continuano a farsi sentire. Nel mese di febbraio 2025, gli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV hanno registrato ben 1813 terremoti, con una magnitudo massima di 3.9. Il dato più interessante è che oltre 800 scosse si sono concentrate tra il 15 e il 19 febbraio, formando un vero e proprio sciame sismico. Ma cosa sta succedendo esattamente sotto di noi?
Uno degli aspetti più importanti del monitoraggio ai Campi Flegrei è il sollevamento del suolo. Immaginiamo di avere un palloncino sotto i piedi: se qualcuno lo gonfia piano piano, iniziamo a sentire che il terreno sotto di noi si solleva. Questo è ciò che sta accadendo in alcune zone della caldera flegrea, in particolare a Pozzuoli, dove il suolo è salito di oltre 140 cm dal 2005 e ha continuato a crescere di circa 22 cm solo nel 2024.
Ma cos’è che sta gonfiando questo palloncino invisibile? La risposta è nel sottosuolo: gas e fluidi caldi, prodotti dall’attività vulcanica profonda, si accumulano e spingono il terreno verso l’alto. Questo fenomeno si chiama bradisismo, ed è un tratto distintivo dei Campi Flegrei, che alternano periodi di sollevamento a fasi di abbassamento.
Per capire cosa sta succedendo nei Campi Flegrei, possiamo immaginare una pentola d’acqua sul fuoco. Quando l’acqua inizia a riscaldarsi, il coperchio comincia a muoversi per effetto del vapore. Se il calore aumenta, l’acqua ribolle e la pressione spinge il coperchio ancora di più.
Nei Campi Flegrei, il calore arriva dal profondo della Terra. Il sistema idrotermale della caldera, che possiamo pensare come una grande rete di tubature sotterranee piene di gas e acqua calda, sta subendo un aumento di temperatura e pressione.
Gli strumenti dell’INGV confermano che le fumarole della Solfatara e di Pisciarelli stanno emettendo sempre più CO₂ e altri gas, segno che il pentolone sotterraneo continua a rilasciare vapore. Anche la temperatura del suolo è in aumento: dal 2002 a oggi, la media delle misurazioni è cresciuta di oltre 8°C.
I terremoti registrati a febbraio sono un altro indizio di questo processo. Quando il vapore e i gas si muovono nel sottosuolo, possono incontrare ostacoli, come strati di roccia più resistenti. Quando la pressione aumenta troppo, la roccia si frattura e rilascia energia sotto forma di scosse sismiche.
Nel mese di febbraio si è verificato uno sciame sismico particolarmente intenso tra il 15 e il 19 del mese, con oltre 800 scosse. Alcune di queste sono state percepite dalla popolazione, soprattutto a Pozzuoli e nei dintorni.
Il fatto che il suolo si sollevi e che i terremoti aumentino non significa necessariamente che ci sarà un’eruzione imminente. I Campi Flegrei non sono un vulcano qualsiasi, ma una caldera complessa, con un sistema idrotermale molto attivo.
Per il momento, gli scienziati dell’INGV osservano con attenzione questi fenomeni, cercando di capire se il “pentolone” sotterraneo continuerà a rilasciare pressione in modo graduale o se potrebbero verificarsi cambiamenti più significativi.
La cosa più importante è rimanere informati, senza allarmarsi. L’INGV monitora costantemente i Campi Flegrei e pubblica aggiornamenti ufficiali.
Se vuoi saperne di più, puoi visitare il sito dell’Osservatorio Vesuviano: www.ov.ingv.it.
Nel frattempo, ricordiamoci che viviamo in una terra affascinante e unica, che ogni tanto ci ricorda la sua natura vulcanica. Come sempre, l’importante è essere preparati, senza farsi prendere dal panico.
Fonte Bollettino di Sorveglianza Febbraio 2025: https://www.ov.ingv.it/index.php/bollettini/bollettini-di-monitoraggio/bollettini/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei/anno-2025-3/1744-bollettino-mensile-campi-flegrei-2025-02/file
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