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Campi Flegrei, suolo sollevato di 21cm in un anno, quali conseguenze per i residenti?

Negli ultimi 12 mesi, il suolo si è sollevato di circa 21 centimetri nell’area di maggiore deformazione dei Campi Flegrei. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terreno si è alzato di 21 centimetri, accompagnato da centinaia di scosse sismiche.

Nella settimana dal 17 al 23 febbraio 2025, la caldera dei Campi Flegrei ha registrato 610 terremoti. L’attività sismica è strettamente legata al sollevamento del suolo, che ha subito un’accelerazione a metà febbraio, con un incremento di 1 centimetro in soli due giorni.

Gli studi indicano che esiste una relazione esponenziale tra il sollevamento massimo della caldera e il numero cumulativo di terremoti, suggerendo un progressivo indebolimento della crosta terrestre superficiale. Secondo gli esperti dell’INGV, l’attuale situazione ricorda la crisi bradisismica del 1982-1984, ma con una differenza significativa: mentre allora il rapporto tra sollevamento e terremoti era lineare, oggi è esponenziale. Ciò indica un’attività vulcano-tettonica più intensa.

La Protezione Civile ha intensificato il monitoraggio e adottato misure preventive per ridurre i rischi per la popolazione. Ma quali sono le principali conseguenze per i residenti?

1. Danni agli edifici e alle infrastrutture
Il sollevamento del suolo e i continui terremoti possono causare danni agli edifici, soprattutto a quelli costruiti senza criteri antisismici. Nei Campi Flegrei, circa il 90% degli edifici risale a prima degli anni 2000 e non rispetta gli standard moderni di sicurezza. Questo li rende vulnerabili a crepe, cedimenti e altri danni strutturali. Anche le infrastrutture essenziali, come le reti idriche, fognarie e del gas, potrebbero subire danni compromettendone la funzionalità.

2. Possibili evacuazioni
Se il fenomeno dovesse intensificarsi, alcune zone potrebbero essere evacuate. Già durante la crisi bradisismica del 1982-1984, migliaia di persone furono costrette a lasciare il centro storico di Pozzuoli a causa dell’inagibilità degli edifici.

3. Impatti psicologici sulla popolazione
La frequenza dei terremoti e l’incertezza legata all’attività vulcanica generano ansia e stress tra i residenti. La percezione amplificata delle scosse alimenta la paura di scenari peggiori, come un’eruzione. Le autorità stanno cercando di mitigare questi effetti con incontri informativi e aggiornamenti costanti.

4. Conseguenze economiche e sociali
Il bradisismo potrebbe avere un impatto negativo sull’economia locale. Le attività commerciali potrebbero subire rallentamenti per via dei danni alle infrastrutture o della riduzione del turismo.

La Protezione Civile e l’INGV continuano a monitorare la situazione per individuare eventuali segnali di aggravamento. Sono stati stanziati fondi per mettere in sicurezza edifici pubblici e scuole, ma le vie di fuga sono ancora in fase di sviluppo.

È importante sottolineare che, al momento, non ci sono segnali di un’eruzione imminente. Ma, il sollevamento del suolo richiede un’attenzione costante. La combinazione tra edifici vulnerabili, sismi frequenti e difficoltà logistiche rende fondamentale una pianificazione efficace per garantire la sicurezza dei residenti e affrontare eventuali emergenze future.

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