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Ferragosto montese senza Processione: come spiegare ad un forestiero il “dramma” dei montesi. Di Simona Villano

Ferragosto Montese 2020

Sebbene l’accaldato (in senso stretto e in senso lato) fermento elettorale di questi  giorni sembri farla da padrone nelle piazze e nelle case dei montesi, un altro sentito argomento è ormai oggetto di riflessione collettiva, per cui più o meno tutti,  sentiamo il bisogno di esternare pensieri e sentimenti a riguardo, la processione  della Madonna Assunta e relativa Festa che quest’anno non scandiranno i giorni di Ferragosto a Monte di Procida.

Aeh…

Come spiegare ad un pesarese la sorta di “dramma” emotivo della comunità rispetto a questo fatto certo che senza se e senza ma si deve accettare!?

E’ impresa assai ardua farlo senza rischiare di passare per dei superficiali festaioli e/o dei fanatici fedeli! Indi per cui ai pesaresi non glielo spieghiamo, ma proviamo a dircelo tra di noi …che alla fine parliamo la stessa “lingua” vissuta.

E’ una questione di certezze, l’anno è cadenzato da eventi, sacri e profani, intorno ai quali programmiamo impegni, obiettivi, propositi che ci prefissiamo di raggiungere prima o dopo quell’evento.

Risolverò questa questione dopo Capodanno, tinteggerò casa dopo Pasqua, darò l’esame prima di Halloween (che quando ci conviene diventiamo tutti esterofili e ci va bene anche Halloween) mi metterò a dieta dopo la Festa di Ferrag…ecco, non mi metterò a dieta!

Non in questo mese, bisognerà fissare nuova scadenza, 15 Settembre 2020, ad inizio anno scolastico?!

Ah no, non c’è più neanche questo di certo…allora mi abboffo fino al Matrimonio degli amici e poi…cazzarola, saltato anche quello!!! “

Insomma, anche il più disorganizzato, quello che non ha mai usato un’agenda per appuntare le cose da fare, riesce intorno agli eventi “comandati” a darsi un minimo di programma. Questo fino a pochi mesi fa, oggi tutto è cambiato, siamo in balia dell’assoluto divenire imprevisto e farci i conti non è cosa semplice, manca l’orizzonte, in fondo, quella linea di confine immaginaria ci è necessaria per fissare i “limiti” della nostra zona di conforto in cui però ci sentiamo liberi di essere! Oggi senza quei confini viviamo un senso di spaesamento più che di libertà.

E’ una questione di affetti, diciamocelo, il mondo visto attraverso gli occhi dell’adulto è parecchio brutto, ma proprio in senso estetico.  Agli occhi della me bambina, la bancarella del torrone e dei pistacchi appariva come un microcosmo di cuccagne e balocchi incorniciati in un’esplosione di meravigliosi drappi colorati, là  dove oggi vedo dolci dall’aspetto non sempre invitanti, spesso sorvolati da insetti di vario tipo e incorniciati da stracci stinti più datati di me.

I fuochi d’artificio che annunciano l’uscita dalla Chiesa della Madonna Assunta, al mio orecchio di bambina evocavano la pompa magna con cui Re e Regine delle fiabe si annunciavano nella loro magnificenza, là dove oggi al primo scoppio di petardo il mio accorato pensiero va ai residenti nei pressi della Chiesa rintronati di primo mattino dai botti e dalle campane a festa!

E l’affetto è per quella bambina, è il bisogno di conservare vivo il ricordo di una percezione del reale che è stata bella, e che mi ha permesso di vedere il mio mondo tinto di colori forti, un mondo a festa.

E’ una questione di amore per la tradizione, l’arrivo dei compaesani (parenti e amici) che vivono in America e fanno rientro nel paese in cui sono cresciuti è un’amorevole rispetto della tradizione del ritorno alle origini; il menù di Ferragosto uguale in quasi tutte le case dei montesi è il rispetto della tradizione culinaria che ci vede seduti virtualmente tutti alla stessa tavola; accorrere in massa sotto il sole cocente del 15 di Agosto per accompagnare commossi la statua della Madonna Assunta per le strade del paese, è amore per la tradizione sacra e profana del momento di raccoglimento cui si uniscono tutti, dai più devoti ai meno fedeli; quelle chiacchiere scambiate a notte fonda in Piazza XXVII Gennaio a fine spettacolo sgranocchiando i pistacchi, è amore per la tradizione dell’incontro in un contesto in cui la routine sembra momentaneamente sospesa a favore di uno spazio in cui si ha diritto di esser sereni, che poi è esser felici.

Riepilogando, è una questione di amore per le tradizioni, che poi si lega alla questione degli affetti che si lega alla questione delle certezze…e tutto torna!

Monte di Procida senza il Ferragosto Montese non so immaginarla, la Pandemia ha mietuto vittime, ha disseminato sgomento, ha privato le persone scampate al virus, tra le altre e importanti cose, anche del diritto di rivivere il candore dell’infanzia, attraverso quella che è molto più che una Festa di Paese, e che tanto ci aiuta nel vedere meno brutto questo mondo dai toni stinti.  Abbiamo bisogno di colori.

Che torni presto il sereno, buon Ferragosto a tutti.

— Simona Villano
https://www.facebook.com/simona.villano

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