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Sequestrata dalla Guardia costiera di Baia una rete nell’area marina protetta.

Di Patrizia Capuano da Il Mattino foto Paco Smart

A Bacoli task force contro la pesca di frodo nell’area marina protetta, un comportamento criminale duro a morire. La Guardia costiera di Baia – con il secondo Nucleo subacqueo della capitaneria di porto di Napoli – ha sequestrato una rete da posta lunga duemila metri, una enorme ragnatela estesa dal porto verso il Castello aragonese. La scoperta al termine di una lunga attività di polizia giudiziaria. Ne è seguita una denuncia contro ignoti, mentre le indagini sono in corso per individuare i responsabili della pesca illegale. Un sistema che non solo impoverisce l’habitat marino, puntando a portare in superficie enormi e indifferenziate quantità di pescato , ma che rischia di danneggiare lo scrigno storico-naturalistico custodito sui fondali. Ma non solo. Il monitoraggio messo in atto dalla Guardia costiera punta anche alla sicurezza della navigazione e alla vigilanza sulla pesca. I guardacoste, a bordo della motovedetta Cp 711, hanno individuato lo strumento da pesca installato illegalmente e segnalato in superficie con mezzi di fortuna. La rete, estesa dalla imboccatura del porto verso la fortezza aragonese, costituiva un pericolo per la navigazione violando le norme che ne regolano la corretta collocazione. Peraltro, se autorizzati, bisogna adottare un sistema di segnalazione visibile di giorno e durante le ore notturne.

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