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Il libro di Francesca Scotto di Carlo presentato al circolo ufficiali della marina militare

Si è svolta a Napoli il 3 aprile 2019 nella stupenda cornice del Circolo ufficiali della Marina militare sito in via Cesario Console 3/Bis la presentazione del romanzo di Francesca Scotto di Carlo “Difendi il coraggio dell’amore”. L’amore in tutte le sue forme, nel primo libro di Francesca Scotto di Carlo. Abbiamo intervistato l’autrice Francesca, per saperne ancora e di più sul suo primo e nuovo libro “Difendi il coraggio dell’amore” che parla dell’amore e della sua bellezza inteso come amore in tutte le sue forme.

D) A gennaio 2019 usciva il tuo primo romanzo. La gioia che traspare dai tuoi occhi ti illumina. Sei davvero così felice come traspare da questi occhi?

R) Sì, sono felice tutto sommato. Non mi voglio lamentare. Questo sia per quanto riguarda la scrittrice che per la donna, che poi sono la stessa persona. Ma sono comunque convinta che si cambi ad ogni respiro, quindi fra cinque minuti potrei risponderti un’altra cosa.

Ride.

D) In “Difendi il coraggio dell’amore” scrivi una sorta di poemetto, un diario, o per meglio dire una specchiata:
Infatti, senza svelare troppo dei personaggi, possiamo dire che Francesca, la protagonista principale, malinconica, complicata, apparentemente semplice nel complesso, romantica e seduttiva come non mai, specchi il suo fortissimo desiderio di amore assoluto e idealizzato in una storia, due storie, forse tre storie, per l’appunto d’amore. Da dove ti è nata l’idea?

R) Beh… è proprio così in effetti. È in questo “specchiarmi” in uno specchio indispensabile che si risolve tutto quello che poi è il titolo del libro. Specchio indispensabile perché in ogni persona che ho incontrato nel corso della mia esistenza ho trovato parti di me. Inconsciamente rintracciando parti del mio carattere anche in chi non sono riuscita ad amare perché magari mi ricorda quella parte di me che non riesco a tollerare. L’interazione con gli altri ci permette di arricchirci, quando c’è rispetto reciproco pur avendo idee diverse. Oggi è così facile avere degli scontri frontali, molto duri, con persone che hanno idee completamente diverse dalla nostra.
Francesca, in uno spazio inventato da lei, sogna forte e difende il suo coraggio, il coraggio dell’amore, senza mai perdere di vista i suoi spazi e la sua vita di ogni giorno.
Il mio “Difendi il coraggio dell’amore” l’ho scritto per lo più di notte, quando sogni e parole erano troppo grandi e l’urgenza di vomitarle sul foglio bianco era troppo forte.
Mi sono messa a costruire una storia, è venuta fuori questa qui. Francesca siamo tutti quanti.

D) Sei del 1993, giovanissima hai scritto praticamente un romanzo di esemplare limpidezza. Perché a molti giovani come te, la nudità dell’animo spaventa?

R) È semplice. La nudità spaventa perché ognuno di noi dentro ha se stesso. Abbiamo uno scopo, un sogno, e quando non lo realizziamo, una voce, perennemente presente dentro di noi ci ricorda la sua mancata realizzazione. Non ascoltare questa voce non ci consente di affrontare la nudità. Non è facile fare i conti con se stessi, non sempre. Entrando in contatto con me stessa, io l’ho fatto e ne sono uscita viva.

D) Nel tuo romanzo è presente un’armoniosa musicalità, una voce, un brivido che diventa emozione. Quanto è importante per te la musica?

Sorride.

R) È dentro di me. Fa parte di me. Molte canzoni mi somigliano. E poi.. I personaggi non svelati.. Quelli che risultano simpatici e facili da leggere. Si presentano con le loro debolezze, difetti, punti di forza, sogni e vizi. Completamente spogliati di sovrastrutture. Ecco.. Sono importanti in doppia misura, intanto perché miei compagni di viaggio, che mi hanno accompagnato in quella parte bellissima e dolorosissima che sono i vent’anni e forse basterebbe questo. Invece no, c’è dell’altro: quelli che a mio modo “rispecchio” sono, come li chiamo io, Musici. Sul serio.

D) Come domanda finale non ti posso non chiedere di Napoli, una città che dal tuo libro esce fuori come una sorta di madre, che ti ha cresciuta, lasciata libera di sentirti a casa anche altrove, ma che poi ti ha riportata a se, tra le sue braccia. Cos’è Napoli per te?
E poi, ancora, il rapporto speciale con Roma.
Che mi dici?

R) Un soffio di vento che mi sfiora, un calore che sento dentro, una forza di cui ho bisogno. C’è qualcuno che è sempre con noi e se alzi gli occhi al cielo ogni perché svanirà nel blu. Con il sorriso largo sulle labbra e l’orgoglio forte e sano nel cuore ho pronunciato più volte queste parole: Napoli mi ha cresciuta come una madre. Ma c’è così tanta strada ancora da fare per noi che moriamo ogni giorno per vivere più forte. Gli anni passano e ne verranno altri più belli.

Mh. Nel centro di Roma ci sono ancora librerie che resistono, circondate da trappole per turisti, mascherate da ristoranti e negozi. Quella di cui mi piace raccontare, vicino casa, a Roma, è sita a Campo de’ Fiori. La mia preferita. Un vero e proprio presidio culturale, ormai quasi in mezzo al nulla. Ci trovi le ultime novità ma anche le chicche del passato, rarissime. Hanno una sezione dedicata alle arti figurative che farà da gioia a qualsiasi cinefilo, appassionato di arte o di fotografia. La amo anche per la sua fantastica libraia Catia. Ogni volta che entro lì mi sembra di ritrovare vecchi amici. Presto o tardi io torno. Ci torno. Questa volta accompagno il mio libro.

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