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IL LIBRO SU MAURIZIO SARRI PRESENTATO A VILLA CERILLO A BACOLI. VIDEO

INTERVISTA A BACOLI A VILLA CERILLO ALLO SCITTORE NICOLA DE IANNI

Libro: “Maurizio Sarri: Una vita da raccontare” di Nicola De Ianni

De Ianni analizza gli ultimi quaranta anni del calcio italiano, caratterizzati dalla globalizzazione economica, attraverso la biografia dell’attuale allenatore del Chelsea, Maurizio Sarri, caso unico di passaggio dalle categorie di dilettanti alla Premier League. La mediazione con il lavoro nel mondo bancario e la scelta di dedicarsi esclusivamente al calcio. Il suo carattere e le sue peculiarità offrono l’immagine di un personaggio autentico, colmo di pregi e pieno di difetti. La dedizione al lavoro, la preparazione e la meticolosità dell’approccio, la scientificità del metodo, la capacità di essere leader e di trasmettere amore e passione. E l’altra faccia della medaglia: l’ostinazione assoluta, lo spirito ribelle dei suoi scrittori più amati, l’incapacità di gestire con una comunicazione efficace una personalità trasbordante. Questa è una biografia che ha attraversato tutto il mondo di Sarri, i molti amici ed estimatori, i pochi avversari e critici, ma che per metodo e per scelta ha rinunciato a confrontarsi direttamente con il biografato. Questa è una biografia di un protagonista del nostro calcio che ha ancora molto da fare.

Scheda di  sintesi

La storia del calcio italiano dell’ultimo quarantennio, non poteva, per diversi evidenti motivi, seguire l’impostazione data nel volume Il calcio italiano 1898-1981. Economia e potere. Innanzitutto per le fonti di archivio, non disponibili in epoca così recente. La prevalenza assoluta di fonti a stampa e testimonianze rischierebbe di fornire un quadro deformato, tanto e quanto più è diventato ormai quasi impossibile analizzare criticamente fonti di cui spesso non si conosce la provenienza e che, in molti casi, sfuggono a qualunque assunzione di responsabilità. E poi perché il quesito centrale della ricerca, cioè analizzare il rapporto tra calcio e denaro, è ormai diventato una risposta palese. Il calcio moderno dipende esclusivamente dal denaro, ne condiziona tempi e modi più di qualunque altro sport e come un qualunque altro settore economico. D’altra parte perché perdere l’occasione di affrontare il quarantennio della globalizzazione economica attraverso un viaggio dall’interno, passando dagli anni ottanta e novanta in cui il calcio italiano fu per l’ultima volta al vertice internazionale? E poi, attraverso il ridimensionamento dell’ultimo ventennio, con i limiti di una struttura organizzativa ed economica che finora si è dimostrata incapace di una seria riforma, pur continuando ad essere centrata sui mezzi televisivi e sui media, sul marketing e sugli stadi, sulle sponsorizzazioni e sul merchandising. L’idea è che tutto questo potesse essere fatto seguendo un percorso biografico. E chi meglio di Maurizio Sarri poteva corrispondere a questa esigenza? La sua vicenda copre lo spazio dai dilettanti fino alla Premier League.

Il libro si compone di 13 capitoli. Nel primo Napoletano e figlinese (1959-1975) si affronta il tema dell’infanzia e della formazione di Sarri segnato dall’esperienza del padre ciclista e del nonno partigiano. Nel secondo si parla dell’attività agonistica di Sarri come modesto calciatore dilettante dagli esordi in serie D nel Figline (1975-76) fino all’ultimo anno da giocatore/allenatore in prima categoria nello Stia (190-91). Nel terzo si affronta il tema della sua carriera di bancario nell’Ufficio Cambi della Banca Toscana a Firenze, carriera poi abbandonata nel 2001 con la promozione in serie D con la Sansovino. Il Sarri bancario mantiene le stesse caratteristiche di meticolosità e serietà di approccio che si riconosceranno in seguito nell’allenatore. Il quarto capitolo tratta del suo primo decennio (1990-2000) da allenatore dilettante ma già molto professionale con il racconto delle esperienze di Stia, Faella, Cavriglia, Antella e Bagno a Ripoli e  Civitella Val di Chiana, tutte piazze tra la 1 categoria, la Promozione e l’Eccellenza, tutte geograficamente collocate nella provincia di Arezzo. Dal 2000 al 2003( Cap quinto) la carriera di Sarri, grazie all’incontro con Nario Cardini, ds della Sansovino, prende una svolta positiva con le due promozioni dalla Eccellenza alla serie D e poi in C2 e soprattutto con la conquista della Coppia Italia Dilettanti  che dà  a Sarri il punteggio per poter partecipare al Corso per allenatore di 2 categoria a Coverciano. L’ascesa continua nel biennio alla Sangiovannese (2003-2005)( Cap sesto) dove Sarri raggiunge la promozione in C1 il primo anno e  manca per pochi punti i play off per la serie B in una stagione turbata dalla crisi societaria per l’improvvisa morte del Presidente Casprini. Nel 2005-06 (Cap settimo) Sarri raggiunge per la prima volta la serie B grazie al ripescaggio del Pescara (secondo consecutivo). Pescara è una piazza importante, la prima fuori della provincia di Arezzo e fuori regione. Sarà un anno decisivo per la capacità di far corpo con la squadra e di ottenere una salvezza tranquilla ed insperata nonostante le gravi difficoltà finanziarie della società. Nel capitolo ottavo (206-07) si analizza la tesi di laurea del Supercorso a Coverciano dal  titolo La preparazione settimanale della partita in cui si vede l’eccellenza raggiunta da Sarri nell’organizzazione del suo lavoro. Segue poi il periodo cosidetto buio: Arezzo, Avellino, Verona, Perugia e Grosseto (2006-2010) (capitolo nono) in cui Sarri incontra le prime vere difficoltà da allenatore tra incertezze societarie, penalizzazioni, esoneri, subentri, presidenti velleitari o autoritari. Dal luglio 2010 Sarri riparte in C1 da Alessandria  (cap decimo) con una società appena presa in carico dal duo Veltroni Cardini. Fu un campionato straordinario per la compattezza e la forza mostrata dalla squadra che sfiorò la promozione e per i capricci del presidente che oltre a litigare con l’amministrazione comunale abbandonando la società fu anche coinvolto in un puerile caso di illecito sportivo. Nel 2011-12  l’ultimo incidente di percorso (cap undicesimo), Sarri è a Sorrento dove sulla carta c’era una società forte e ambiziosa che allestisce una squadra competitiva per puntare alla serie B. E’ un anno di incomprensioni e di polemiche conclusosi a marzo con un altro doloroso esonero. La definitiva affermazione di Sarri si ha nel triennio (2012-2015) (cap dodicesimo) ad Empoli dove riesce finalmente a dare il suo gioco alla squadra, una squadra giovane in prestito da valorizzare, impreziosita da alcuni giocatori esperti, nella piena fiducia della dirigenza. Tre anni di successi  al di sopra di ogni aspettativa: il primo con la serie A persa nello spareggio con l Livorno, il secondo con concluso con la promozione diretta e il terzo, i primo di Sarri in serie A, con una salvezza raggiunta agevolmente e in anticipo. Infine l’ultimo triennio quello della consacrazione a Napoli (cap tredicesimo 2015-2018) dove Sarri può allenare la squadra del cuore, quella della città dove casualmente è nato e portarla al vertici del campionato italiano. Sempre seconda alla Juventus in una lotta che pur impari per  ambizioni aziendali ha fatto vivere alla tifoseria azzurra momenti indimenticabili e fatto vedere come realizzabile concretamente il sogno di un nuovo scudetto.

In definitiva le peculiarità del carattere di Sarri offrono l’immagine di un personaggio autentico, colmo di pregi e pieno di difetti. La dedizione al lavoro, la preparazione e la meticolosità dell’approccio, la scientificità del metodo, la scoperta degli automatismi, la semplicità e la naturalezza, la capacità di essere leader e di trasmettere amore e passione. E l’altra faccia della medaglia: l’ostinazione assoluta, lo spirito ribelle dei suoi scrittori più amati (Charles Bukovski e John Fante), la pratica della bestemmia e dell’offesa goliardica, una punta di provincialismo, incapacità di gestire con una comunicazione efficace una personalità trasbordante fino a dettagli tecnici come la visione della partita, la gestione della rosa, la capacità di puntare ad una pluralità di obiettivi. Questa è una biografia che ha attraversato tutto il mondo di Sarri, ma che per metodo e per scelta ha rinunciato a confrontarsi direttamente con lui. Questa è la biografia di un protagonista del nostro calcio che ha realizzato un sogno.

 

Nicola De Ianni, già Professore associato di Storia Economica presso il  Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università Federico II di Napoli, dove ha insegnato Storia Economica e finanziaria e Storia dell’Industria. È autore di diversi volumi biografici su imprenditori e aziende del XX secolo.

Libro: “Maurizio Sarri: Una vita da raccontare” di Nicola De Ianni

Alla Sansovino con Cardini 2000-2003

Tra Cardini e Sarri si creò da subito una sintonia totale che ebbe un ottimo campo di verifica nella campagna acquisti. Si trattava di cercare gli uomini giusti per tentare il salto di categoria, uomini che avessero una forte ambizione e che per questa fossero capaci di accontentarsi di esigui rimborsi spese. Allenatore maniacale nel mettere la squadra in campo e nel preparare le partite, ero il vero leader dello spogliatoio. Soprattutto era capace di inculcare una vera e propria cultura del lavoro, dell’applicazione e del sacrificio, cose più difficili fra i dilettanti. L’impatto iniziale fu traumatico, ma i risultati alla fine vennero. Si vedeva, già allora, che aveva una marcia in più e che sarebbe potuto arrivare molto in alto. Quel campionato di Eccellenza Toscana 2000-01 la Sansovino lo vinse.

Dunque il primo traguardo era stato brillantemente raggiunto. Alla sua undicesima stagione da allenatore, Sarri conquistava finalmente la serie D e Cardini che aveva avuto il coraggio di puntare su di lui, poteva voltare pagina e fissare nuovi più esaltanti obbiettivi. Si trattava ora con le consuete scarse risorse, di allestire una rosa in grado di ben figurare nella categoria superiore

La Sansovino di Sarri chiuse bene il suo campionato conquistando 11 punti nelle ultime 6 partite e chiudendo con 50 punti al 6° posto, superata dal Todi, ma avanti al Rieti. Decisiva per la mancata qualificazione ai play off fu il pareggio all’ultima giornata a Rieti, subito nei minuti di recupero

In estate si fece un ulteriore sforzo per rinforzare la rosa.Nella nuova composizione la Sansovino fu trasferita dal girone F al girone E composto con quattordici squadre toscane e quattro liguri.

La grande novità dell’anno fu l’introduzione dei play out cui avrebbero partecipato le squadre dalla 13° alla 16° posizione da aggiungere alle due retrocesse direttamente in quanto ultima e penultima. Furono introdotti anche i play off che però non garantivano la promozione alla C2, ma, soltanto la graduatoria da rispettare in caso di ripescaggio.

Il campionato si chiuse il 10 maggio cui fece seguito la coda di play off e playout. La Sansovino giunse seconda.

Grazie alla vittoria nella Coppa Italia dilettanti e alle due vittorie nei play off contro Massese e Sanremese, la Sansovino poté classificarsi al primo posto nella graduatoria nazionale utile per essere ripescata in C2 nel 2003-04, come poi avvenne; mentre Sarri acquisire il punteggio necessario per poter essere finalmente ammesso a frequentare il corso a Coverciano per conseguire il patentino di allenatore di 2° categoria.

 

 

Nicola De Ianni, già Professore associato di Storia Economica presso il  Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università Federico II di Napoli, dove ha insegnato Storia Economica e finanziaria e Storia dell’Industria. È autore di diversi volumi biografici su imprenditori e aziende del XX secolo.

Libro: “Maurizio Sarri: Una vita da raccontare” di Nicola De Ianni

Dalla Sangiovannese al Sorrento 2003-2012

 

I 9 anni dal 2003 al  2012 sono per Sarri anni di realizzazioni professionali, ma anche di speranze e delusioni, luci  ed ombre. Il biennio alla Sangiovannese comincia con la promozione in C1 e finisce con la tragedia della scomparsa del Presidente Casprini. Si mette in mostra la triade Sarri Bertini Bignone che proseguirà l’esperienza comune anche nel 2005-2006 a Pescara dove grazie al ripescaggio della società  Sarri affronta per la prima volta l’esperienza della serie B. Campionato splendido  quello  a Pescara dove la squadra partiva con gravi problemi economici per salvarsi e invece fu addirittura vicina alla conquista dei play off. L’anno successivo Sarri ripartì a campionato in corso da Arezzo, cioè dal capoluogo della sua provincia di nascita. Subentrò ad Antonio Conte a novembre e cedette nuovamente la panchina a Conte a marzo dopo un periodo pieno di difficoltà alla fine del quale l’Arezzo retrocesse in serie C. Ci fu poi l’aborto di Avellino dove Sarri avrebbe dovuto trascorrere la stagione 2007-08 con una dirigenza ambiziosa guidata da… ma che risolse con le dimissioni prima ancora che il campionato cominciasse. Né l’avventura a Verona con Giovanni Galli manager fu più felice conclusasi dopo sole  partite. Venne poi l’esperienza con il glorioso Perugia dell’avventuriero che pure si concluse con un doloroso esonero dopo pochi mesi. Un nuovo subentro  a Grosseto in serie B dove dominava la piazza un altro presidente vulcanico come Camilli si concluse fra a le polemiche per il mancato raggiungimento dei play off e di conseguenza con a ancata riconferma. Dal luglio 2010 Sarri ripartì dunque in C1 da Alessandria con una società appena presa in carico dal duo Veltroni Cardini Fu un campionato straordinario per la compattezza e la forza mostrata dalla squadra che sfiorò la promozione e per i capricci del presidente che oltre a litigare con l’amministrazione comunale abbandonando la società fu anche coinvolto in un puerile caso di illecito sportivo. Nel 2011-12 Sarri ripartì da Sorrento dove sulla carta c’era una società forte e ambiziosa che allestì una squadra competitiva per puntare alla serie B. Fu un altro anno di incomprensioni e di polemiche conclusosi a marzo con un altro doloroso esonero. Nove anni  come si vede assai tormentati dove emergono le qualità di Sarri di impostare il gioco, di valorizzare la rosa sulla base di un lavoro scrupoloso.

Nicola De Ianni, già Professore associato di Storia Economica presso il  Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università Federico II di Napoli, dove ha insegnato Storia Economica e finanziaria e Storia dell’Industria. È autore di diversi volumi biografici su imprenditori e aziende del XX secolo.

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