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Don Gennaro Romeo, il toccante e commosso ricordo di Pino Lubrano

Carissimi,
Vi esprimo la mia gratitudine per la bella partecipazione al ricordo di Don Gennaro, amico della nostra splendida terra.
Ho sempre detto che “un paese senza la memoria del proprio passato è un paese senza futuro”.
E noi siamo qui per questo: con il ricordo di questo nostro grande AMICO possiamo ricercare il miglioramento del nostro vivere. Il saper ricordare è indispensabile per un impegno di rendere il mondo migliore, contro ogni rassegnazione. Ricordare è come riportare al cuore.

E noi questa sera riportiamo al nostro cuore DON GENNARO, anche attraverso l’elogio funebre che io gli resi quando nel dicembre 2010 decise di partire.

Oggi, interpretando i sentimenti della città, siamo qui a rendere l’estremo saluto al nostro parroco, al parroco di tutta Monte di Procida: a Don Gennaro Romeo.

Oggi, caro Don Gennaro per noi tutti è una giornata di grande tristezza, perché con te va via non solo il parroco, non solo il sacerdote ma va via il grande sentimento della solidarietà e dell’amore che tu avevi verso la tua terra e la tua gente.

Hai rappresentato la nostra storia, la storia della nostra migliore Monte di Procida, la storia dei Montesi che hanno fatto e fanno grande questa meravigliosa terra: hai rappresentato la Monte di Procida degli armatori e degli emigranti, la Monte di Procida dei marinai e dei contadini, dei ricchi e dei poveri, dei forti e degli umili e oggi con te va via un pezzo della nostra storia, un pezzo VERO della storia di Monte di Procida, va via la grande ISTITUZIONE del Parroco che è disponibile per tutti e che è di TUTTI, va via il Parroco dal quale potevi andare per TUTTO.

Non è facile commemorare DON GENNARO, personaggio poliedrico, irrefrenabile, cultore di tutto, onnipresente, in negativo o in positivo, vittoria del Napoli o sconfitta dell’Italia, festa o disavventura, vittoria della pallacanestro Monte di Procida o naufragio. Don Gennaro c’era sempre, ma non per il gusto o il dovere di esserci: c’era con tutta la sua gioia o con tutto il suo dolore, c’era con tutta la sua tempra di uomo che segue il destino del proprio paese, c’era con tutta la sua forza interiore.

Oggi, vedi, carissimo DON GENNARO, con la mancanza della tua persona noi avvertiamo profondamente ancora di più l’aridità dei sentimenti popolari di questa città; ecco perché siamo tristi, ma di quella tristezza profonda che ti pervade il cuore: oggi va via per sempre il nostro grande Pastore Don Gennaro, il Pastore, il Grande Pastore legato alla sua città e alla sua gente non solo dal vincolo religioso ma anche dal grande vincolo della solidarietà.

Chi non ricorda che almeno una volta nella vita o lui o uno della propria famiglia si è rivolto a Don Gennaro: “Don Genna’ “a Finanza m’a fatto ‘na contravvenzione”, “Si guaglio’ porta cc’ ‘a carta, nun te preoccupà. Rimane jamm’ Arco Felice

La mamma trepidante per il proprio figlio: “Don Genna’ ‘u ‘uaglione nun trov’ ‘a fatica!” “Mo verimmo, mo jamm addà Titomanlio” (era una deputata proveniente da azione cattolica).

Don Genna’ maritemo nun se cumporta bbuon” “Piccerè nun te preoccupà: mo’ ‘cchiappo e ce rico ch’hadd’a fà l’ommo!”

E poi quanti altri casi ancora! Di solidarietà verso tutti anche come momento cristiano di speranza: “Giuvinotto, nun te preoccupà; Piccerè, comm jammo?”

E quando la povera donna raccontava una difficoltà sul piano generale era pronto il suo sostegno: “E sine, piccere” nun te preoccupà, u’ Signore ce penza!”

Ti inoculava il seme della speranza cristiana che era un grande viatico per proseguire nella vita. Ciao Don Gennaro, nel tuo grande Cuore, Monte di Procida quella dei ricchi e quella dei poveri quella dei deboli e quella dei forti ha depositato per oltre 40 anni le proprie ansie, le proprie difficoltà, le proprie paure, i problemi familiari ed anche le se gioie, e Tu, che hai avuto un Cuore Grande Grande non hai detto No: a tutti hai dato, o un atto concreto per risolvere il problema o una parola di speranza o un atto di carità verso i poveri e quanti nei hai fatti!

Lo sappiamo e sempre nel silenzio, quel silenzio profondamente cristiano.

Sei Stato il vero PATER FAMILIAS di tutta Monte di Procida. Ma tu Don Gennaro, oltre questo, “Mannaggia il diavolo“, eri anche un grande festaiolo, ma non la festa come fine a se stessa, ma la festa intesa sia come gioia del Paese e sia come celebrazione della Festa della Santa Patrona nella sua massima espressione popolare e religiosa. Ricordo sempre quella tua risata di soddisfazione al termine delle manifestazioni, in particolare quando veniva Sua Eccellenza il Vescovo e quando terminava lo spettacolo dei fuochi pirotecnici (tu dicevi): “mannaggia’ il diavolo, comm’ è stato bello, bello, veramente bello“.

Eh quanti ricordi che bei ricordi. Ed a proposito di ricordi, mi viene in mente la tua fecondità pastorale di evangelizzazione anche in tarda età, ricordo le accese discussioni con l’amico prof.re Pino Scotto di Perta!

E se non ricordo male alla fine hai vinto tu.

W DON GENNARO (anche nella veste di Don Camillo) E mò, caro Don Gennaro “mannaggia il diavolo”, te ne vai, Te ne vai e ci lasci tristi e forse ci lasci senza speranza, ma noi oggi che TI teniamo qui per l’ultima volta, una cosa la vogliamo dire noi a te: Don Gennaro nun te preoccupa’ u’ Signore, che ti aprirà sicuramente le braccia, ha capito bbuono ca ‘o core tuoio era ‘mosso assaje: e con un grande applauso ti diciamo: era nù core assaje cristiano.

Uaglio a maronna t’ accumpagne, sfatte bbuon“!

Concludendo voglio dire che l’uomo, talvolta, può essere ricco di civiltà e di cristianesimo, ma povero di umanità.

Ma il nostro “amicoDon Gennaro, invece, sapeva molto bene che per essere cristiani occorreva anche essere umani, altrimenti era come essere niente.

Don Gennaro sapeva che non si può essere amici di Dio, se non si è amico dell’uomo: E DON GENNARO LO ERA.

Ciao “Giovanotto”, nostro grande AMICO!

23 Settembre 2018
Il Presidente, Pino Lubrano
Associazione Culturale Borgo Sant’Antonio

 

 

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