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Assemblea cittadina su cappella: molto rumore per nulla. Intervista ad Armida Mancino

A due giorni dalla pubblica assemblea tenuta in municipio sul problema di Via Cappella non si placano le polemiche sia per la mancanza di interventi concreti e di informazioni utili sia per la conduzione
dell’Assemblea stessa; ma procediamo con ordine.

L’assemblea era stata chiesta da un folto gruppo di cittadini, stanchi di aspettare notizie che tardavano ad arrivare in merito non solo alla risoluzione del problema contingente, cioè la chiusura al traffico veicolare e pedonale di via Cappella dopo il cedimento strutturale della palazzina al civico 249, sono stati costretti ad avviare una raccolta firme, protocollata negli uffici comunali, per costringere l’amministrazione in carica ad affrontare un pubblico confronto sul tema.

Tanti gli interventi dei cittadini, dai toni dapprima pacati e poi decisamente agitati, poiché nulla di tangibile o risolutivo veniva comunicato sia dal Primo cittadino che da un tecnico intervenuto sul posto che ha cercato di spiegare i problemi strutturali di tutta la via.

Abbiamo raggiunto uno dei protagonisti della serata, l’Avvocato Armida Mancino, per avere notizie più precise in merito alla riunione.

La serata è stata difficile, mi ero ripromessa di non intervenire ma di fronte alla sfrontata ostinazione di chi continua a trattare i cittadini come sottoposti ho sentito il dovere civico di parlare. Io ho scelto per passione e per professione di difendere i cittadini, specialmente i più deboli, ed anche in questa circostanza ho ritenuto opportuno fare la mia parte, con chiare e precise istanze; ho chiesto al Primo cittadino semplicemente maggiore trasparenza e maggiore comunicazione coi cittadini ed ho chiesto di intervenire per risolvere i problemi reali del borgo di Cappella, come la ripavimentazione di via Caputiello e l’esecuzione della delibera in materia di prevenzione degli incendi, vista la presenza di terreni incolti nel borgo di Cappella che rappresentano un pericolo serio sia dal punto di vista igienico sanitario che per il rischio, appunto, di essere fertile terreno per il divampare di incendio (questioni peraltro già da me comunicate all’ente con apposita istanza ufficiale). Insomma, appena ho provato a mettere sul tavolo i fatti concreti sono cominciate le offese gratuite, è esploso quello che evidentemente è un rancore personale e politico nei miei confronti.

Il sindaco mi ha accusata di fare mera opposizione distruttiva, di fare speculazione politica su Cappella lasciando intendere che un cittadino residente sul promontorio non può interessarsi dei problemi relativi ai piedi della collina. Non solo, dai banchi della maggioranza il consigliere delegato al decoro urbano ha rincarato la dose, accusandomi di un interesse meramente episodico e contingente nella politica montese.

Io credo che i cittadini conoscano forse poco me ma ormai hanno ben compreso che l’attuale governo in carica, dietro una facciata di apertura democratica, nasconda una scarsa capacità non dico di risolvere ma anche di affrontare i problemi della comunità; e ciò emerge evidente proprio dal tentativo di virare una pubblica assemblea su una querelle con un singolo cittadino. 

Di fronte alla complessità di certe situazioni le istituzioni hanno il dovere di lavorare e di ascoltare il popolo, mentre l’altra sera, di fronte alle rimostranze colorite e comprensibilmente esasperate di molti cittadini (la sala consiliare era gremita), sono volate parole francamente incomprensibili, quasi eversive, che suonavano più o meno come “ vai fuori questa è casa mia”.

Non solo: non è la prima volta che le donne sono bersaglio della ferocia verbale ed istituzionale del
“Palazzo”; io ho grande rispetto dei ruoli e del lavoro di funzionari e politici che amministrano la cosa
comune, ed infatti non ho fatto mancare la mia stretta di mano al Sindaco, che però non ha ritenuto
opportuno scusarsi.

Ma non posso fare a meno di ricordare che altre volte le donne sono state vittime di spiacevoli attenzioni solo perché avevano promosso una raccolta firme, assieme ad un folto gruppo di cittadini e commercianti, o perché avevano invitato la cittadinanza a partecipare quando una troupe di rai tre era intervenuta a visionare la situazione di via Torregaveta ai tempi della chiusura.

Ad ogni modo, e concludo, invito la cittadinanza a continuare a contare su di me per manifestare problemi e disagi; ho le spalle abbastanza forti per sopportare questo ed altro.

Al governo cittadino – conclude Armida Mancino – chiedo di operare una profonda riflessione sulla
conduzione del mandato, ricordando in particolare al Primo cittadino che non esistono oppositori e
sostenitori ma solo cittadini, e che il ruolo del Sindaco deve essere super partes.”

Ricordiamo infine ai cittadini che il Sindaco ha dato appuntamento al giorno 11 settembre per una nuova
assemblea, e che ha rassicurato sulla presenza di una task force della Regione Campania in Via Cappella di qui a qualche settimana.

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