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Bacoli. Una cittadina riceverà il rimborso del canone versato per la depurazione delle acque reflue

Il primo dei processi contro il Comune di Bacoli e la Regione Campania per i rimborsi dei canoni di depurazione degli ultimi 10 anni è stato deciso dal Giudice di Pace di Pozzuoli, che ha emesso una sentenza favorevole alla ricorrente. La cittadina riceverà il rimborso del canone versato per la depurazione delle acque reflue, pagato nell’ultimo decennio anche se il depuratore di Cuma non garantisce questo servizio.
Con la sentenza n. 2652 emessa il 19.07.2013 il Giudice di Pace di Pozzuoli ha accolto la domanda di una cittadina e condannato il Comune di Bacoli al rimborso in favore dell’attrice della somma che questa aveva versato a titolo di depurazione delle acque reflue del suo appartamento relativo agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria, nonché al pagamento delle spese processuali, sul presupposto che l’impianto di depurazione di Cuma è inefficiente, e le acque di scarico non vengono depurate.
Nel contempo il Giudice, sul presupposto che l’impianto di depurazione di Cuma, di proprietà della Regione Campania e gestito attualmente dalla S.p.A. Hydrogest, con la sentenza ha accolto anche la domanda di rivalsa svolta dal Comune di Bacoli nei confronti della Regione Campania e per l’effetto ha con-dannato quest’ultima a tenere indenne il Comune di Bacoli da tutte le conse-guenze patrimoniali derivanti dalle condanne.
La depurazione delle acque reflue consiste in un trattamento costituito da una combinazione di più processi di natura chimica, fisica e biologica, tali da produrre alla fine del complesso procedimento, acque idonee per l’irrigazione e fanghi idonei per la concimazione. Invece come ci mostra ‘’Striscia la Notizia’’, attraverso google maps, da Cuma fuoriesce acqua marrone ed i fanghi non ido-nei alla concimazione, perché spesso pieni di veleni, come tra l’altro accertato da una sentenza del Tribunale di Napoli – Sezione distaccata di Pozzuoli in sede penale.
È stato introdotto il principio di diritto della cd. ‘’vicinanza di prova’’ an-nunciato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza del 30.10.2001, con la conseguenza che è sufficiente che l’attore in giudizio eccepi-sce l’assenza del servizio di depurazione, gravando sulla controparte Comune di Bacoli e Regione Campania a provare il contrario.
La recente decisione del Giudice di Pace di Pozzuoli ha affermato che i ca-noni di depurazione di cui si richiede la ripetizione sono di natura privatistica e non tributaria, come affermato dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassa-zione con recenti sentenze; conseguenza è che se il servizio di depurazione è i-nesistente l’utente non deve pagare, e se ha già pagato ha il diritto a l rimborso con interessi e rivalutazione, entro il termine prescrizionale di dieci anni.
I due enti pubblici non hanno provato nulla sull’effettivo processo depura-tivo delle acque di scarico da civili abitazioni, invece l’attrice nel giudizio defi-nito dalla sentenza del Giudice di Pace ha fornito ampie prove documentali sulla mancata depurazione delle acque, come enunciato dalla sentenza che si può leg-gere per estesa sul sito internet ‘’ http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=3967&search=’’.
La sentenza: ‘’questo Giudice ritiene che dalla documentazione versata in atti ed acquisita in copia conforme ex art. 210 c.p.c., risulta soddisfacen-temente provata l’assenza del servizio di depurazione che, nella specie, at-traverso un farraginoso procedimento appare del tutto simulato’’.
Tra i documenti prodotti in copia conforme dalla Regione Campania, la sentenza cita, tra l’altro, la nota del 29.09.2010 a firma dell’Ing. Bruno Orrico, nella qualità di Responsabile Unico della Concessione Hydrogest: ‘’ si sono ri-petute nel tempo, ed il tenore del loro contenuto’’ dice il Giudice di Pace ‘’ non lascia adito a dubbi in ordine alla completa assenza di un processo di depurazione delle acque’’.
La nota di cui sopra dell’Ing. Orrico rivolta al Responsabile della Hydrogest S.p.A. così recita: ‘’ palesi, reiterate e gravissime inadempienze del con-cessionario in materia di ri-funzionalizzazione ed adeguamento di impianti e collettori, con ipotizzato disastro ambientale e ripercussioni sulle matrici suolo, sottosuolo, ambienti fluviali e marino, che hanno non solo impedito la messa a norma degli impianti ma anche determinato una pessima gestione, aggravata viepiù da continue..’’.
Sulla questione della mancata depurazione delle acque reflue che conflui-scono nell’impianto regionale di Cuma si sta interessando la giustizia penale at-traverso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, si è altresì in-teressata anche la magistratura ‘’erariale’’, con indagini della Procura della Re-pubblica presso la Corte dei Conti della Regione Campania.
Bacoli, 22 luglio 2013 Avv. Giacomo Perreca

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