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Foto. Torregaveta, tra buche e allagamenti

Alcune strade di Bacoli si presentano male: l’asfalto è rovinato, cosa che attenta alla sicurezza stradale. E’ vero anche che periodicamente, una ditta appaltata dal comune , provvede a rattopparle, ma le buche tornano, ben presto, nel loro aspetto precedente.
In questi giorni, la gruviera è diventata allarmante, anche a causa di un maggio inquieto; caratterizzato da piogge insistenti, scroscianti, che si abbattono come colpi di piccone sulla già martoriata rete viaria.
Più di ogni altra zona, lungo via Papinio Stazio, ove il via vai è diventato intenso anche per la presenza della chiesa parrocchiale, gli avvallamenti ormai fanno parte dell’ordinario orrendo scenario urbano. E il corteo che si approccia, alla spicciolata, verso il luogo di culto, spesso formato da fedeli anziani e traballanti, diventa un vero ……… calvario; infatti sbiettare nei fossi è cosa frequente; l’asfalto sgretolato, le pietre, il brecciame, la ghiaia che si parano dinanzi agli avventurieri, sono cause principali di inciampo.
In questa strada inoltre le buche che si allargano e sprofondano sempre più in basso ad ogni passaggio di ruote, stanno per intaccare anche la rete idrica, e gli impianti di smaltimento delle acque bianche e nere, costruiti poco al disotto del manto stradale, per ragione di pendenza.
a>A proposito di pendenze, è da registrare un increscioso evento che si ripete ad ogni pioggia battente. La piccola frazione di Torregaveta viene annegata dalle acque piovane proveniente da Monte di Procida : le griglie poste lungo la salita che porta al comune sovrastante sono ostruite. Queste caditoie pluviali , o meglio, le saittelle napoletane, in cui dovrebbero convogliare le acque defluenti sono intasate. Da un agglomerato di materiale vario. Queste feritoie che spesso giacciono sotto il manto stradale, per lavori di pavimentazione eseguiti alla rinfusa, vengono meno alla loro funzione. Così la pioggia cade e si disperde sulla strada; poi nel suo cammino prende sembianze di fiume; si ingrossa; si gonfia scendendo più in basso; poi è un torrente impetuoso, arricchito dalla fanghiglia e dalla melma raccolte dalle campagne circostanti. Infine termina la sua corsa andando ad imbrattare la piazza di Torregaveta , e inzaccherare le case, i portoni e le cantine di Via Papinio Stazio.
Dunque occorre far presto, rimediare a questi scempi : prima che avvenga una disgrazia fuori la Chiesa Santissimo Cuore del Gesù, poi volgere lo sguardo affinchè il torrente di fango proveniente dall’alto del Monte di Procida non venga più ad inondare le case del quartiere posto più giù.

Geppino Basciano

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