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Hydrogest lascerà a giugno la gestione del Depuratore di Cuma

Giungerà a conclusione tra poco meno di quattro mesi il difficile rapporto tra Hydrogest, pluri-chiacchierata impresa che gestisce 5 depuratori campani (Acerra, Cuma, Marcianise, Napoli nord e Regi Lagni), e la Regione. In una nota stampa diffusa nel pomeriggio, da Palazzo Santa Lucia, fanno sapere che «sarà individuato entro il 30 giugno il nuovo gestore dei 5 impianti di depurazione, attualmente di competenza della società Hydrogest».

Il Tribunale di Napoli nei giorni scorsi era intervenuto per consentire a Hydrogest di “lasciare” gli impianti, di fatto, abbandonandone la gestione: un atto che avrebbe potuto creare un pesante danno ambientale. Basti ricordare quanto accaduto durante l’estate del 2009: dipendenti non pagati, depuratori fuori uso e liquami riversati senza alcun tipo di filtro nelle acque del litorale domizio-flegreo.

La Regione, subito dopo il provvedimento giudiziario, era corsa ai ripari chiedendo l’intervento del Governo, al fine di non interrompere il servizio: «La Regione – si legge in una nota diffusa da Palazzo Santa Lucia il 3 marzo – con riferimento alle determinazioni della società Hydrogest Campania di non continuare a gestire gli impianti di depurazione […], sottolinea che ad oggi non risulta individuato il nuovo gestore degli stessi e dunque tale funzione non può essere assunta direttamente dalla Regione Campania. Stante l’obbligatorietà di individuare un soggetto giuridico terzo a cui riaffidare gli impianti, essendo preclusa alla pubblica amministrazione l’assunzione del personale dipendente dalla società e il subentro all’azienda nella gestione diretta degli impianti, la Regione ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, l’emanazione di una Ordinanza non derogatoria […] con nomina di un commissario delegato».

Oggi è arrivato l’accordo: i vertici Hydrogest hanno acconsentito a gestire gli impianti fino al 30 giugno, data in cui la Regione intende individuare un nuovo soggetto che subentri nel settore della depurazione. Da par suo, l’Area Ambiente della Regione «ha trasmesso alla Ragioneria il decreto di liquidazione relativo alle tre rate di canoni arretrati, per consentire l’immediato pagamento degli stipendi dei lavoratori e delle spese sostenute per la gestione degli impianti e, in particolare, per l’allontanamento dei fanghi».

Si chiude così una pagina torbida della gestione della cosa pubblica in Campania- Una stagione che ha visto le giuste aspettative dei lavoratori, accompagnate spesso da gesti di protesta eccessivi e disastrosi, scontrarsi con la difficile situazione finanziaria della Regione (un anno fa erano ancora quasi 85 milioni i crediti vantati da Hydrogest). Nel mezzo una società, Hydrogest, finita spesso sotto la lente d’ingrandimento delle procure di Santa Maria Capua Vetere e Nola per presunti sversamenti illegali nei Regi Lagni.

A completare il quadro, è arrivato lo scorso novembre di Enrico Fabozzi, consigliere regionale del Pd, presidente della commissione che doveva vigilare su Hydrogest, in una spirale di malaffare in cui non è chiaro distinguere i confini tra controllore e controllato.

fonte www.inchiestanapoli.it    Gennaro Sannino

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