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MAXI RISARCIMENTO PER I DANNI SUBITI DAL DEPURATORE di CUMA

Chiederemo un maxi risarcimento per i danni che abbiamo subito a causa del pessimo funzionamento degli impianti di depurazione». Antonio Cecoro, presidente campano dell’Assobalneatori, annuncia che gli imprenditori del settore sono intenzionati a citare in giudizio il Commissariato alla depurazione, vale a dire la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La notizia arriva a conclusione della conferenza stampa promossa a Castelvolturno per fare il punto della situazione a due mesi dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha ipotizzato gravi irregolarità nella conduzione degli impianti da parte di Hydrogest, società partecipata al 90 per cento da Termomeccanioca e al 10% da Giustino. Roberto Giugliano, avvocato e docente a contratto di Diritto dell’Ambiente all’università Federico II di Napoli, ha illustrato più nel dettaglio il senso dell’iniziativa giudiziaria. «L’azione del commissariato alla depurazione dal 1996, anno dell’istituzione, al 2008, anno della cessazione, è stata del tutto insufficiente. Eppure, la struttura disponeva do poteri molto ampi. A partire da questo presupposto, le aziende che aderiscono all’Assobalneatori mi hanno dato mandato di chiedere il risarcimento. Quanto? Prematuro parlarne, per ora. Ipotizziamo che sarà la differenza tra il potenziale produttivo delle attività, quale emerge dagli studi di settore, e quel che gli imprenditori hanno effettivamente guadagnato. All’incontro di Castelvolturno era presente anche Bruno Orrico, il responsabile del settore per la depurazione della Regione Campania. Tutti gli hanno chiesto a che punto fossero i lavori di potenziamento dei depuratori. Orrico ha portato buone notizie: «Entro marzo 2011 saranno ultimati i lavori di rifunzionalizzazione dei depuratori di Cuma e di Foce Regi Lagni». Intanto, le opere sono iniziate. Almeno quelle di maggiore urgenza al fine di garantire livelli di disinquinamento quantomeno accettabili. «A Foce Regi Lagni le pompe di sollevamento adesso sono a posto. Sono in corso i lavori di realizzazione delle vasche di ossidazione e del sistema di disidratazione dei fanghi. Anche a Cuma la metà delle nuove vasche di ossidazione sono già in funzione. Stiamo provvedendo pure ad eliminare i fanghi che si erano accumulati nell’impianto, pregiudicandone gravemente la funzionalità».

dal Corriere.it

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