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La camorra uccide a Bacoli

da IL MATTINO del 6/12/2004

«Hanno chiesto: chi è don Enrico? Poi è stato l’inferno»

Bacoli. «I colpi erano così fitti che sembravano un’unica esplosione. Un inferno». Non ci sono testimoni che hanno visto, ma solo qualcuno che «ammette» di aver sentito prima la voce del killer che cercava «Don Enrico», poi gli spari che hanno ucciso Enrico Mazzarella, un ristoratore che nella zona di Baia e BACOLI era senza dubbio tra i più noti… Nessuno, pare, ha avuto il coraggio di affacciarsi dentro il piccolo salone dove i killer hanno crivellato di colpi il 47enne: i dieci clienti seduti nel locale con vista mozzafiato sul golfo di Pozzuoli, quando hanno capito quello che stava succedendo si sono nascosti sotto i tavoli del ristorante. E subito dopo si sono dileguati.

A rompere il silenzio del grigio pomeriggio di via Scalandrone, il rumore delle sirene delle auto dei carabinieri che sono accorse sul luogo dell’agguato. Il ristorante «da Enrico» è uno dei più conosciuti ed apprezzati della zona flegrea. È separato dal porticciolo di Baia da una serie di tornanti: intorno non ci sono altre abitazioni. Più su, soltanto altri ristoranti.

La gente nei bar della frazione di BACOLI è terrorizzata. Lo si capisce dai volti. E dal silenzio. Non parlano, fingono persino di non sapere quel che è successo a pochi metri di qui. C’è un pescatore sul molo. Dice: «Si è superato ogni limite, ora vengono anche da noi». Poca, pochissima gente in giro. I ristoranti che si affollano in riva al mare sono tutti semi-vuoti: «È normale in questo periodo, c’è la crisi ed ora i nostri clienti devono risparmiare», spiega Nicola, uno dei camerieri che lavorano sul molo. A due passi da qui, c’è il ristorante da «Cucchiaro» dove nel 1988 il proprietario Franco Guardascione venne massacrato da due spietati sicari della camorra. Un agguato che ricorda molto quello di ieri.
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Guardascione aveva un’unica colpa: quello di aver cercato di intromettersi in un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore amico. Enrico Mazzarella – solo Enrico, nessun soprannome – era una persona molto conosciuta. «Sì, lo conoscono tutti. Ma ora tutti diranno il contrario. Una persona che non ha mai dato fastidio a nessuno», dice un signore con la barba che porta a spasso il cane.

Mazzarella, però, ricostruiscono gli inquirenti, nel 2003 è stato arrestato insieme ad altre 13 persone (tra queste anche il presunto boss Rosario Pariante detto ”chiappariello”) in una blitz coordinato dal pm Raffaele Marino. L’accusa era di associazione camorristica. Poche settimane e Mazzarella ritorna in libertà, riprendendo a gestire l’attività di ristorazione.

A Bacoli, intorno alle 22, davanti alla caserma c’è il breefing delle forze dell’ordine. A coordinare le attività dei carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e del Rono c’è il sostituto procuratore Alberto Cannavale. Fuori, più di quindici auto dei carabinieri. «È incredibile che la la guerra di Secondigliano sia arrivata anche da noi», si sorprende un gruppo di persone seduta sulle panchine della villetta comunale. E nessuno, proprio nessuno, riesce a nascondere le proprie paure.

PINO TAORMINA.


da La Gazzetta del Mezzogiorno del 5/12/2004

La camorra uccide ancora

NAPOLI – Titolare di un ristorante ed esponente di rilievo della camorra locale: Enrico Mazzarella, 47 anni, è stato ucciso nel suo locale «Da Enrico», in via Scalandrone a Bacoli (Napoli), sul litorale flegreo. Uno o più killer gli hanno sparato alla testa numerosi colpi di arma da fuoco sotto gli occhi di alcuni clienti.

Mazzarella viene indicato dai carabinieri come «braccio destro» del boss Rosario Pariante, attualmente detenuto per associazione camorristica e ritenuto a capo di un clan del luogo. L’organizzazione si sarebbe alleata negli ultimi tempi al gruppo degli «scissionisti» del rione Scampia, che si sono staccati dal clan Di Lauro per contrasti sul traffico di droga. Una scissione all’origine di numerosi delitti che hanno avuto come vittima in gran parte elementi degli «scissionisti».

E’ stata una vera e propria esecuzione di camorra l’uccisione di Enrico Mazzarella, avvenuta oggi a Bacoli, in località Scalandone (e non Scalandrone, come era stato riferito in un primo momento). L’uomo già affiliato al clan Pariante, che da anni governa i traffici illeciti nel piccolo comune flegreo, negli ultimi tempi si sarebbe staccato dal boss mettendosi a capo, pare, di una cosca di ex affiliati.

L’omicidio è avvenuto nel ristorante di sua proprietà: i sicari, tre o quattro, hanno fatto irruzione incuranti delle persone ai tavoli del ristorante, dirigendosi subito verso la vittima designata. Quattordici i colpi di arma da fuoco che hanno colpito uccidendo all’istante Mazzarella. Esecuzione che è avvenuta sotto gli occhi di alcuni amici stretti della vittima e di diversi avventori che stavano consumando il pranzo. Il commando si è allontanato rapidamente guadagnando l’uscita con le armi spianate. Molti dei clienti si sono dileguati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul luogo sono intervenuti i carabinieri di Bacoli e del Nucleo Operativo di Pozzuoli. Si stanno ricostruendo le fasi dell’agguato attraverso le testimonianze dei presenti, il personale impegnato in cucina e nel servizio ai tavoli, gli avventori che si sono trattenuti nel ristorante.

Gli investigatori ipotizzano che anche il delitto di Bacoli sia in relazione con la faida, che ha come epicentro il quartiere napoletano di Scampia, tra il clan capeggiato da Paolo Di Lauro (soprannominato Ciruzzo ’o milionario) e gli «scissionisti» della cosca. Il boss detenuto Rosario Pariante, originario della zona di Secondigliano (quartiere adiacente a Scampia) è ritenuto un alleato di Di Lauro. Mazzarella, dopo aver preso le distanze da Pariante, potrebbe essersi – ipotizzano gli inquirenti – a sua volta legato agli «scissionisti» di Scampia.


da l’Unità del 5/12/2004

Boss dei Campi Flegrei massacrato nel suo ristorante

Un commando di killer piomba nel ristorante all’ora di pranzo, con i clienti seduti ai tavoli. Armi in pugno si dirigono verso il loro obiettivo, il titolare, seduto alla cassa. Lo raggiungono, aprono il fuoco e lo crivellano di colpi alla testa. Poi si dileguano in fretta, lasciando gli avventori e i camerieri sbigottiti e terrorizzati.

Un copione ormai classico per un’altra giornata di sangue nella guerra di clan a Napoli. Enrico Mazzarella, 47 anni, uno dei boss riconosciuti sul litorale flegreo, è verosimilmente l’ultimo bersaglio nella faida di Scampia che dal 29 settembre ha contato 20 morti ammazzati. Un’escalation di pallottole e violenza con cui la criminalità organizzata “marchia” il controllo del territorio e difende i suoi traffici illegali.

Il titolare del ristorante “Da Enrico” in via Scalandone a Bacoli è caduto sotto i colpi dell’ennesima esecuzione firmata dalla camorra che sta regolando i suoi conti tra il boss Paolo Di Lauro e i suoi ex alleati che si sono ribellati e fanno la voce grossa. In ballo ci sono i milioni della droga e la gerarchia all’interno dei clan. Raccontano di una rivolta degli spacciatori, che hanno smesso di rifornirsi da Ciruzzo ‘o milionario ed evidentemente vogliono mettersi in proprio. E più in generale di un malcontento degli scugnizzi, le nuove generazioni dei camorristi che dentro alla cosca sono insofferenti ai privilegi dei capi. Vogliono guadagnare di più e rischiare di meno. Li chiamano “scissionisti”, un’insubordinazione che il vertice del clan sta facendo pagare col sangue e il pugno di ferro.

Così Scampia è diventata una terra di nessuno dove i camorristi rivali si sparano e si ammazzano tra la gente, in mezzo alle case, nella pancia di un quartiere abbandonato a se stesso. I quattordici colpi di arma da fuoco che hanno massacrato Enrico Mazzarella sono un’altra raffica da iscrivere nella spirale di agguati e vendette di questa faida. Lo ipotizzano gli inquirenti che hanno inquadrato l’esecuzione nel braccio di ferro tra Di Lauro e i suoi soldati che si sono ribellati al loro generale. Mazzarella infatti risultava affiliato al clan di Rosario Pariante, un boss detenuto che è originario di Secondigliano e che tutt’ora viene considerato alleato di Di Lauro.

Prese le distanze da Pariante, Mazzarella potrebbe aver deciso di allearsi agli “scissionisti”, mettendosi così contro Ciruzzo ‘o milionario e quindi firmando la sua condanna a morte. Questo è lo scenario ipotizzato dai carabinieri che sono intervenuti sul luogo dell’agguato con gli uomini di Bacoli e quelli del Nucleo operativo di Pozzuoli. Si cerca di ricostruire l’agguato nel ristorante con l’aiuto dei testimoni, i clienti presenti nel locale, il personale in cucina e quello in sala. Alcuni degli avventori peraltro si sono dileguati prima dell’arrivo delle volanti.

di Salvatore Maria Righi

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